Archive for the ‘Racconti brevi e versi’ Category

Come se il sonno fosse mare

Posted on maggio 3rd, 2012 in Racconti brevi e versi | No Comments »

Ogni notte
Io dormo
Abbracciato a questa donna
Avvinghiato
La stringo forte
Come se il sonno fosse mare
E io il naufrago
E lei
L’unico appiglio galleggiante in questo blu
Nel raggio di chilometri
e chilometri

e chilometri

©Thomas Pistoia

N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.

Di Sana e Robusta Costituzione

Posted on aprile 14th, 2012 in Racconti brevi e versi | No Comments »

 

Di sana e robusta costituzione

dovremmo nascere

Di sana e robusta costituzione

 

Pronti, impostati, dritti

Geneticamente perfetti

Invece diventiamo piccoli

Invece ci curviamo ignobili

E non ci pentiamo mai

 

Di sana e robusta costituzione

dovremmo essere

Di sana e robusta costituzione

 

Sani, virtuosi, onesti

Nei pensieri e nei gesti

Invece ci sbraniamo avidi

Invece ci vogliamo corrotti

E non ci pentiamo mai

 

Di sana e robusta costituzione

dovremmo crescere

Di sana e robusta costituzione

 

Democratici, illuminati e laici

Ma soprattutto liberi

Nel rispetto delle regole

Donne e uomini attenti, tra la terra e le nuvole

di questa Italia labile

che di mafia si nutre

e mafia insegna ai suoi figli

per amore dei soldi

 

Di sana e robusta costituzione

dovremmo leggere

Di sana e robusta costituzione

 

E gioire di fondarci sul lavoro

di migliorarci nell’istruzione

e nella giustizia di realizzarci in nazione

Ma vedi, lo stato, qui, è solo una parola

E la regola… La regola non è buona

 

Di sana e robusta costituzione

dovremmo insorgere

Di sana e robusta costituzione

 

Invece siamo un popolo di depressi

oppressi

da politici e banchieri

che ignorano i diritti e ci propinano i doveri

Siamo la mano stanca dell’operaio, del contadino

Siamo il gessetto sulla lavagna tra le dita di un bambino

Siamo la ruga triste del pensionato solo

e il coraggio del magistrato che, ucciso, cade al suolo

 

Di sana e robusta costituzione

dovremmo vivere

 

Di sana e robusta costituzione

 

©Thomas Pistoia

N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.

Sotto al tavolo, al ristorante.

Posted on marzo 2nd, 2012 in Racconti brevi e versi | 1 Comment »

Suggiù
Suggiù
Suggiù

“Ma dobbiamo far finta di niente” diceva a lei, che guardava la gente.
“Volgi a me il tuo sguardo e parla, parla, parla… Sii più delicata, però ! Non esagerare nel tirarla !”

Suggiù
Suggiù
Suggiù

“Ecco, così, siiii… Così tuo fratello sta per laurearsi… Aaaah ! Ah, me lo ricordo piccolino… Com’era cariiiino”
Tacque un po’.

I camerieri portarono i bicchieri.

Suggiù
Suggiù
Suggiù

“E la tua mamma ? Dici che sta bene… Oooooh! Oh, come mi fa piacere… Non gesticolare troppo, però… Che gli altri clienti non abbian da vedere…”
E tacque, mentre lei parlava dei figlioli.

I camerieri portarono i tovaglioli.

Suggiù
Suggiù
Suggiù

“E tuo marito, dici, è ancora al nooord ? Ci vuol pazienza, amica mia, vedrai verrà (oh, pardon)… Tornerà al più presto… Aaaaah ! Ah, quando lo vedi salutamelo tanto !”
Rievocò del passato alcuni fatti.

I camerieri portarono due piatti.

Suggiù
Suggiù
Suggiù

“Ecco le posate, mancan solo le cibarie, più piano, mia cara, un po’ più piaaaano… se mi scappa arrivo fino a quel divano…”
Lei ridacchiò, lui mugolava.

Non sentì neanche il cameriere che parlava.

Suggiù
Suggiù
Suggiù

“Abbiamo abbacchio, sogliola, bistecca, maccheroni, fagioli, frutta secca, nonchè riso, verdura e mozzarella, forse gradirebbero una frittella ?
Per lei signore, orsù, che porto ?”

Suggiù
Suggiù
Suggiù

L’argine rotto la corrente più non tenne.
Urlò con un singhiozzo “Va bene anche per meeeeeeee !….”

Poi

venne

©Thomas Pistoia

N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.

 

L’uomo che mi viene incontro.

Posted on febbraio 2nd, 2012 in Racconti brevi e versi | 1 Comment »

L’uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, ha i passi lunghi e feroci di chi si crede il padrone. E gli scarponi glieli ho comprati io.
Porta con sè la mia paura. La tiene in tasca, senza sforzo, ci fa giocare le sue dita, sicuro di ciò che gli appartiene.

L’uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, ha gli occhi sbarrati dalla follia, ma anche i gesti sereni di chi si crede nel giusto. E’ quasi elegante. E i suoi vestiti glieli ho stirati io.
Porta con sé i miei anni passati, la mia gioia e la mia innocenza, i miei sogni… Li tiene al guinzaglio e li trascina verso di me, avvolti in un lacero abito bianco.

L’uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, ha il ventre sazio e ha bevuto bene. Il piatto e il bicchiere glieli ho riempiti io. Ho condito il suo cibo, gliel’ho sporzionato. Gliel’ho posto simmetrico su tavola imbandita. Ho separato il suo sudore dalla biancheria pulita…
Porta con sè l’odore dei miei figli, il colore dei loro occhi e qualche loro sorriso… Non li vede però quando, mani alle orecchie, cercano di non sentire e stringono le palpebre per riuscire a non vedere.

L’uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, ha le mani forti e pesanti. Ed ogni giorno, addosso, le sento bene io. Sul viso, sul capo, nello stomaco.
Le sento al collo che stringono impotenti. Le sento che frugano, sporche, tra le mie vesti.
Portano con sè un cazzo.
E me lo spingono dentro.
Anche se non voglio.

All’uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, io oggi ho detto per sempre addio. E lui non ha capito.
Porta con sè un coltello, mi raggiunge e me lo affonda dentro, a lungo, come se io fossi un pollo e lui il macellaio.
Si ferma solo quando è certo di aver finito.

L’uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada… è l’uomo che amo.

E’ mio marito.

©Thomas Pistoia

N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.

Alkadia

Posted on gennaio 22nd, 2012 in Racconti brevi e versi | 1 Comment »

Se un giorno dovrò partire voglio che tu venga via con me.
Senza una meta, una destinazione.
Andremo lontanto da questa prigione.

Sei vecchia, forse un po’ stanca, più passa il tempo, più ti fai bella…
Ma puzzi di chiuso, di plastica e fumo…
Fa’ finta di niente se ti prendono in giro !

Sei la mia regina, sei serva e padrona… Con quel passo sbilenco da vecchia puttana…
Sei troppo vicina, troppo lontana.
Sei la mina vagante, sei la mia carovana…
E hai visto mari, montagne, pianure… e ne hai prese botte, di pioggia e di sole !
Hai sognato, rabbiosa, l’orizzonte bastardo.
Sei partita in orario.
Sei arrivata in ritardo.

Ma…
Se un giorno dovrò morire voglio che tu venga via con me.
Senza paura, è solo un istante…
Andremo lontano.
Non saremo più niente.

Sei stata compagna di mille avventure, ti ho fatto sputare sangue e sudore…
Ti ho mandata a cagare per qualche rumore…
Chissà che diresti, potessi parlare !
E ti sei stupita di aver più di una casa…
Se troppo hai bevuto, mi hai chiesto poi scusa… mordendo, rabbiosa, l’orizzonte bastardo…

Sei arrivata in orario.

Sei partita in ritardo.

 

©Thomas Pistoia

N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.

L’ Altra

Posted on novembre 10th, 2011 in Racconti brevi e versi | 1 Comment »

Io sono sempre con te.
Anche quando non vuoi.
Anche quando non sai.
Anche quando in un’altra casa mangi, parli, guardi la tv.
Anche quando dormi con la tua donna.
Io sono sempre con te.
Eppure non sono.

Io sogno sempre di te.
Anche quando sono sveglia.
Anche quando non ho voglia.
Anche quando in un’altra casa ti penso, ti aspetto, mi invento una vita.
Anche quando dormo da una parte sola del letto.
Io sogno sempre di te.
Eppure non sono.

Io parlo sempre di te.
E non pronuncio il tuo nome.
E non spiego a nessuno chi sei…
Anche quando vorrei venir fuori dal buio, da quest’ombra prigione di niente.
Anche quando nessuno mi sente.
Io parlo sempre di te.
Eppure non sono.

Io scrivo sempre per te.
Anche quando non serve.
Anche quando non leggi.
Anche quando nella mia testa non trovo giuste parole e rimango… Con la penna ad un dito dal foglio.
Io scrivo sempre per te.
Eppure non sono.

Io vivo solo di te.
E non sono nessuno.
Sono come un treno arrivato in ritardo, un’occasione perduta, un discorso interrotto…
Non sono che questo, non sono nient’altro…
Un amore consunto da attese infinite, un’anima persa che aspetta un tuo sguardo…
Uno sbaglio.

Una foglia appesa ad un ramo.
E tu sei il mio autunno, quel colpo di vento che mi porta lontano.

Sapessi, amor mio, com’è dolce…
Morire da sola.

Se muoio di te

©Thomas Pistoia

N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.

4 novembre 2006

Posted on novembre 4th, 2011 in Racconti brevi e versi | No Comments »