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	<title>racconti, poesie, scritti inediti, attualità &#187; Racconti brevi e versi</title>
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	<description>viaoberdan.it il blog di Thomas Pistoia</description>
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		<title>L&#8217;uomo che mi viene incontro.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, ha i passi lunghi e feroci di chi si crede il padrone. E gli scarponi glieli ho comprati io. Porta con sè la mia paura. La tiene in tasca, senza sforzo, ci fa giocare le sue dita, sicuro di ciò che gli appartiene. L&#8217;uomo che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1830" title="793226-coltello2" src="http://www.viaoberdan.it/wp-content/793226-coltello2-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, ha i passi lunghi e feroci di chi si crede il padrone. E gli scarponi glieli ho comprati io.<br />
Porta con sè la mia paura. La tiene in tasca, senza sforzo, ci fa giocare le sue dita, sicuro di ciò che gli appartiene.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, ha gli occhi sbarrati dalla follia, ma anche i gesti sereni di chi si crede nel giusto. E&#8217; quasi elegante. E i suoi vestiti glieli ho stirati io.<br />
Porta con sé i miei anni passati, la mia gioia e la mia innocenza, i miei sogni&#8230; Li tiene al guinzaglio e li trascina verso di me, avvolti in un lacero abito bianco.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, ha il ventre sazio e ha bevuto bene. Il piatto e il bicchiere glieli ho riempiti io. Ho condito il suo cibo, gliel&#8217;ho sporzionato. Gliel&#8217;ho posto simmetrico su tavola imbandita. Ho separato il suo sudore dalla biancheria pulita&#8230;<br />
Porta con sè l&#8217;odore dei miei figli, il colore dei loro occhi e qualche loro sorriso&#8230; Non li vede però quando, mani alle orecchie, cercano di non sentire e stringono le palpebre per riuscire a non vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, ha le mani forti e pesanti. Ed ogni giorno, addosso, le sento bene io. Sul viso, sul capo, nello stomaco.<br />
Le sento al collo che stringono impotenti. Le sento che frugano, sporche, tra le mie vesti.<br />
Portano con sè un cazzo.<br />
E me lo spingono dentro.<br />
Anche se non voglio.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada, io oggi ho detto per sempre addio. E lui non ha capito.<br />
Porta con sè un coltello, mi raggiunge e me lo affonda dentro, a lungo, come se io fossi un pollo e lui il macellaio.<br />
Si ferma solo quando è certo di aver finito.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo che mi viene incontro qui, ora, sulla strada&#8230; è l&#8217;uomo che amo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>E&#8217; mio marito.</em></p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
<p><strong><em>N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.</em></strong></p>
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		<title>Alkadia</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 10:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti brevi e versi]]></category>
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		<description><![CDATA[Se un giorno dovrò partire voglio che tu venga via con me. Senza una meta, una destinazione. Andremo lontanto da questa prigione. Sei vecchia, forse un po&#8217; stanca, più passa il tempo, più ti fai bella&#8230; Ma puzzi di chiuso, di plastica e fumo&#8230; Fa&#8217; finta di niente se ti prendono in giro ! Sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.viaoberdan.it/alkadia.jpg" alt="" width="507" height="260" /></p>
<p>Se un giorno dovrò partire voglio che tu venga via con me.<br />
Senza una meta, una destinazione.<br />
Andremo lontanto da questa prigione.</p>
<p>Sei vecchia, forse un po&#8217; stanca, più passa il tempo, più ti fai bella&#8230;<br />
Ma puzzi di chiuso, di plastica e fumo&#8230;<br />
Fa&#8217; finta di niente se ti prendono in giro !</p>
<p>Sei la mia regina, sei serva e padrona&#8230; Con quel passo sbilenco da vecchia puttana&#8230;<br />
Sei troppo vicina, troppo lontana.<br />
Sei la mina vagante, sei la mia carovana&#8230;<br />
E hai visto mari, montagne, pianure&#8230; e ne hai prese botte, di pioggia e di sole !<br />
Hai sognato, rabbiosa, l&#8217;orizzonte bastardo.<br />
Sei partita in orario.<br />
Sei arrivata in ritardo.</p>
<p>Ma&#8230;<br />
Se un giorno dovrò morire voglio che tu venga via con me.<br />
Senza paura, è solo un istante&#8230;<br />
Andremo lontano.<br />
Non saremo più niente.</p>
<p>Sei stata compagna di mille avventure, ti ho fatto sputare sangue e sudore&#8230;<br />
Ti ho mandata a cagare per qualche rumore&#8230;<br />
Chissà che diresti, potessi parlare !<br />
E ti sei stupita di aver più di una casa&#8230;<br />
Se troppo hai bevuto, mi hai chiesto poi scusa&#8230; mordendo, rabbiosa, l&#8217;orizzonte bastardo&#8230;</p>
<p>Sei arrivata in orario.</p>
<p>Sei partita in ritardo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
<p><strong><em>N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.</em></strong></p>
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		<title>L&#8217; Altra</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 09:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti brevi e versi]]></category>
		<category><![CDATA[poesie d'amore]]></category>

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		<description><![CDATA[Io sono sempre con te. Anche quando non vuoi. Anche quando non sai. Anche quando in un&#8217;altra casa mangi, parli, guardi la tv. Anche quando dormi con la tua donna. Io sono sempre con te. Eppure non sono. Io sogno sempre di te. Anche quando sono sveglia. Anche quando non ho voglia. Anche quando in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://luli118961.files.wordpress.com/2008/09/autunno-2008.jpg" alt="" width="507" height="400" /></p>
<p>Io sono sempre con te.<br />
Anche quando non vuoi.<br />
Anche quando non sai.<br />
Anche quando in un&#8217;altra casa mangi, parli, guardi la tv.<br />
Anche quando dormi con la tua donna.<br />
Io sono sempre con te.<br />
Eppure non sono.</p>
<p>Io sogno sempre di te.<br />
Anche quando sono sveglia.<br />
Anche quando non ho voglia.<br />
Anche quando in un&#8217;altra casa ti penso, ti aspetto, mi invento una vita.<br />
Anche quando dormo da una parte sola del letto.<br />
Io sogno sempre di te.<br />
Eppure non sono.</p>
<p>Io parlo sempre di te.<br />
E non pronuncio il tuo nome.<br />
E non spiego a nessuno chi sei&#8230;<br />
Anche quando vorrei venir fuori dal buio, da quest&#8217;ombra prigione di niente.<br />
Anche quando nessuno mi sente.<br />
Io parlo sempre di te.<br />
Eppure non sono.</p>
<p>Io scrivo sempre per te.<br />
Anche quando non serve.<br />
Anche quando non leggi.<br />
Anche quando nella mia testa non trovo giuste parole e rimango&#8230; Con la penna ad un dito dal foglio.<br />
Io scrivo sempre per te.<br />
Eppure non sono.</p>
<p>Io vivo solo di te.<br />
E non sono nessuno.<br />
Sono come un treno arrivato in ritardo, un&#8217;occasione perduta, un discorso interrotto&#8230;<br />
Non sono che questo, non sono nient&#8217;altro&#8230;<br />
Un amore consunto da attese infinite, un&#8217;anima persa che aspetta un tuo sguardo&#8230;<br />
Uno sbaglio.</p>
<p>Una foglia appesa ad un ramo.<br />
E tu sei il mio autunno, quel colpo di vento che mi porta lontano.</p>
<p>Sapessi, amor mio, com&#8217;è dolce&#8230;<br />
Morire da sola.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Se muoio di te</em></p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
<p><strong><em>N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.</em></strong></p>
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		<title>4 novembre 2006</title>
		<link>http://www.viaoberdan.it/4-novembre-2006-2</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 06:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
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		<title>L&#8217; uomo nero</title>
		<link>http://www.viaoberdan.it/l-uomo-nero</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 00:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
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		<category><![CDATA[canzoni d'amore]]></category>
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		<category><![CDATA[uomo nero]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo specchio è qui, dietro di me. Io di coraggio non ne ho&#8230; Avessi almeno occhi di ghiaccio&#8230; Lo spezzerei. Ma per far paura ed esser cattivo, non ho bisogno di avere faccia. E il mio vestito è questo buio, potessi&#8230; Lo incendierei. E la notte, no, non è come dicono i grandi, che spaventano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.sognipedia.it/wp-content/uploads/2011/08/colore-nero-sognare-significato-interpretazione-numeri.png" alt="" width="400" height="400" /></p>
<p>Lo specchio è qui, dietro di me.<br />
Io di coraggio non ne ho&#8230;<br />
Avessi almeno occhi di ghiaccio&#8230;<br />
Lo spezzerei.</p>
<p>Ma per far paura ed esser cattivo, non ho bisogno di avere faccia.<br />
E il mio vestito è questo buio, potessi&#8230;<br />
Lo incendierei.</p>
<p>E la notte, no, non è come dicono i grandi, che spaventano i bambini quando non vogliono ubbidire&#8230;<br />
La notte, ti giuro, ho altro da fare&#8230;<br />
Cerco una stella.</p>
<p>Perchè a volte sogno un&#8217;altra fiaba.<br />
Perchè anch&#8217;io, perdio, voglio sognare&#8230;<br />
Una storia in cui io non sia il nemico&#8230;<br />
L&#8217;orco, la bestia, la strega&#8230; il male.<br />
Una storia vera&#8230;<br />
Senza finale.</p>
<p>Dimmi su quale stella sei, vedrai che ci saprò arrivare.<br />
E questa volta sarò io a svegliarti&#8230; Senza baciare&#8230;</p>
<p>E non ti farò più paura, nel mio castello non avrai freddo mai.<br />
Principessa, anch&#8217;io so amare&#8230; Vedrai.</p>
<p>Ti porterò sul palmo di una mano.<br />
E viaggeremo insieme per sempre&#8230;<br />
Spargerò di fiori tutte le strade, farò delle mie braccia un ponte&#8230;<br />
Per farti andare&#8230;<br />
Oltre.</p>
<p>Non dirmi su quale stella sei, non dirlo, ti prego, non dirlo mai.<br />
Lo so che io posso solo&#8230;sognare.</p>
<p>Lo specchio è qui, dietro di me.<br />
Io di coraggio non ne ho&#8230;</p>
<p>Ma ci fosse almeno un po&#8217; di sole, per te&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><em>Io morirei</em></p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.</em></strong></p>
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		<title>Il Fiore Più Bello del Mondo (Litanìa)</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 23:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti brevi e versi]]></category>
		<category><![CDATA[poesie d'amore]]></category>
		<category><![CDATA[poesie sulla donna]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fiore più bello del mondo somiglia alla rosa Ha gli stessi petali color rosso acceso la stessa carezza vellutata e maliziosa Ma il fiore più bello del mondo Non è la rosa Il fiore più bello del mondo somiglia al tulipano Ha gli stessi anfratti freschi e profumati la stessa smania di schiudersi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il fiore più bello del mondo somiglia alla rosa<br />
Ha gli stessi petali color rosso acceso<br />
la stessa carezza vellutata e maliziosa<br />
Ma il fiore più bello del mondo<br />
Non è la rosa</p>
<p style="text-align: center;">Il fiore più bello del mondo somiglia al tulipano<br />
Ha gli stessi anfratti freschi e profumati<br />
la stessa smania di schiudersi al tocco della mano<br />
Ma il fiore più bello del mondo<br />
Non è il tulipano</p>
<p style="text-align: center;">Il fiore più bello del mondo somiglia anche all&#8217;orchidea<br />
Ha la stessa vanitosa bellezza<br />
la stessa altera grazia di una dea<br />
Ma il fiore più bello del mondo<br />
Non è l&#8217;orchidea</p>
<p style="text-align: center;">Potrei dire che somiglia alla stella alpina<br />
quando le labbra che lo baciano si bagnano di brina<br />
o al girasole<br />
quando, gioioso, rivolge il sguardo al sole<br />
E certamente è simile anche alla mimosa<br />
perché, come questa, anch&#8217;esso di ogni donna sa dir qualcosa&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">Ma somiglia senz&#8217;altro pure alla viola, e alla magnolia, al garofano, all&#8217;ortensia<br />
Poi anche al mughetto, al fiordaliso, al ciclamino&#8230;<br />
Ed ha il profumo di tutti insieme questi fiori<br />
Ma il fiore più bello del mondo<br />
Non è nessuno di questi fiori</p>
<p style="text-align: center;">Però&#8230;<br />
Può somigliare anche al crisantemo<br />
Sa avera la sua stessa aria malinconica<br />
se non c&#8217;è qualcuno che gli dice &#8220;ti amo&#8221;<br />
Ma il fiore più bello del mondo, no<br />
Non è neanche il crisantemo</p>
<p style="text-align: center;">Infine&#8230;<br />
Infine somiglia anche alla margherita di campo<br />
perché ha il suo stesso polline dolce e dorato, come rugiada da leccare sulle dita<br />
Ma no, no&#8230;<br />
Il fiore più bello del mondo<br />
Non è neanche la margherita</p>
<p style="text-align: center;">Oh, amore mio !<br />
Il fiore più bello del mondo&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">C&#8217;è bisogno che te lo dica ?</p>
<p style="text-align: center;">Il fiore più bello del mondo</p>
<p style="text-align: center;"><em>è la tua fica</em></p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
<p><strong><em>N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.</em></strong></p>
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		<title>Me ne vado su internet</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 20:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti brevi e versi]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[testi di canzone]]></category>

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		<description><![CDATA[Con te che non mi parli, non mi guardi, non ti accorgi quanto tempo è già passato in questa stanza, quanta noia si è posata, come polvere riflessa nella luce, nelle nuvole di fumo che libera la brace&#8230; Muore sigaretta come muore la giornata, così muore la risata malinconica e fasulla di persiane di negozi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.campaniasuweb.it/sites/default/files/imagecache/small/tradimenti.jpg" alt="" width="150" height="202" /></p>
<p style="text-align: justify;">Con te che non mi parli, non mi guardi, non ti accorgi quanto tempo è già passato in questa stanza, quanta noia si è posata, come polvere riflessa nella luce, nelle nuvole di fumo che libera la brace&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Muore sigaretta come muore la giornata, così muore la risata malinconica e fasulla di persiane di negozi che si chiudono alla strada&#8230;<br />
Cosa vuoi che faccia ? Dove vuoi che me ne vada ?</p>
<p style="text-align: justify;">Me ne vado su internet.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando la pressione, la tensione di una vita che rifugge tutto ciò che è quotidiano si fan largo tra i neuroni addormentati, tra gli ormoni già usurati, quando passano di moda gli sguardi innamorati&#8230;</p>
<p>Non posso mica fare come i pazzi assatanati che hanno la pistola per i casi disperati e fanno fuori madre, moglie, figli, generi e nipoti&#8230;<br />
Che cosa posso fare per riempire questi vuoti ?</p>
<p style="text-align: justify;">Me ne vado su internet.</p>
<p style="text-align: justify;">E d&#8217;incanto sono ovunque in giro per il mondo.<br />
Non ti dico, non ti dico quando torno.<br />
E c&#8217;è ogni volta un sito nuovo da vedere&#8230;<br />
Ce ne ha uno persino&#8230; il panettiere !<br />
E chi si stanca di viaggiare sai che cosa fa ?<br />
Si ferma lì e si fa una chat !</p>
<p style="text-align: justify;">Mi prende, mi cattura questo senso di potere. Quanto aliena dai problemi, come spinge via i pensieri&#8230;<br />
Come sembra liberale, democratico, speciale&#8230; Dovremmo averlo tutti per diritto sindacale !</p>
<p style="text-align: justify;">Con te che non mi parli, non mi guardi, non lo senti questo cuore imbizzarrito che fa strisce sul selciato, questa punta di fagiolo sempre chiusa, prigioniera&#8230;<br />
Dove vuoi che andiamo ? Che si fa stasera ?</p>
<p style="text-align: justify;">Ce ne andiamo su internet.<br />
Io ti porto su internet.</p>
<p style="text-align: justify;">Me ne vado su internet.</p>
<p style="text-align: center;">Vuoi venire&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">Vuoi venire con me ?</p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>equitaglia 1789</title>
		<link>http://www.viaoberdan.it/equitaglia-1789</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 21:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti brevi e versi]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Si sparse peduncolando, il rimbombo dei passi. Sembrò farsi largo tra giacigli di vento. Trascorse tra vetrate e porte automatiche, si perse nel calpestio di stampanti e computers. Gli impiegati però, non compresero subito. Qualcuno su Facebook aveva nitrito la solita sbobba di pacifismo allungato; commenti centrosinistroidi dell&#8217;ultima ora consigliavano la calma. Ma Facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.fiscaleweb.com/wp-content/uploads/equitalia1-300x94.jpg" alt="" width="300" height="94" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si sparse peduncolando, il rimbombo dei passi. Sembrò farsi largo tra giacigli di vento. Trascorse tra vetrate e porte automatiche, si perse nel calpestio di stampanti e computers.<br />
Gli impiegati però, non compresero subito.<br />
Qualcuno su Facebook aveva nitrito la solita sbobba di pacifismo allungato; commenti centrosinistroidi dell&#8217;ultima ora consigliavano la calma. Ma Facebook si nutre di maggioranze, di graffi alla schiena del mondo. Forse per caso, forse per destino, il richiamo a nuova pazienza non bastò. <em>E fu tutto bellissimo</em>.<br />
Il nome degli ultimi suicidi fu orgoglio e bandiera. Nel loro ricordo, <em>nella tua memoria</em>, si alzò il mormorio della folla. E le strade si aprirono alle strade, all&#8217;unisono si scoperchiarono i palazzi, e la gente, <em>la bella gente</em>, <em>la santa gente</em>, si mosse come un unico essere pensante.<br />
Poi arrivarono i forconi. Un&#8217;altra idea che era piaciuta a tutti.<br />
Richiamavano i grandi turbinii della storia, in particolare la fiumana parigina del 1789. Non che tutti fossero consapevoli del riferimento; forse, anzi, dei forconi piaceva semplicemente il pensiero che le loro punte potessero infilzare non solo covoni di paglia, ma anche grossi culi. I<em> loro</em> culi.<br />
Così milioni di forconi cominciarono a indicare come molte dita il cielo, e a camminare, ognuno insieme alla propria persona.<br />
L&#8217;intero stivale prese a vibrare in un unico sogno, la rabbia delle brave persone attraversò come un brivido la spina dorsale del paese, senza remore e senza un avviso.<br />
<em>I giornali arrivarono tardi.</em><br />
<em> Le televisioni non fecero in tempo.</em><br />
All&#8217;ombra dell&#8217;ultimo reality, sulla scia del prossimo talk-show si accese l&#8217;ultimo anelito di vita di un&#8217;epoca mai cominciata.<br />
E alla fine, furono davvero gli impiegati i primi a capire.<br />
Se si fosse trattato di un altro ente, di altri uffici, probabilmente li avrebbero lasciati andar via. Ma sai, per questi funzionari non poteva esistere il ragionamento<em> &#8220;non hanno colpa, fanno il loro lavoro&#8221;</em>. Si sapeva che erano addestrati alla burocrazia e si sapeva di come godevano nell&#8217;infliggere i loro incartamenti. Con quel sorrisino sfatto da avvoltoi in divisa d&#8217;ordinanza, quella protuberanza amorfa in camera endocranica vigile e superba, non si smentivano, non rispondevano e solo calcolavano, rateizzando a interessi aguzzini.<br />
Tasse, dazi, balzelli e pinzellacchere pagate 100 volte e accresciute a bella posta per schiacciare, per succhiare il pane ai morti, mentre lassù imperavano le escort della casta. Sanzioni usuraie su famiglie di persone; pignoramenti di auto, case, mobili ed esistenze intere. Mentre lassù mafioseggiavano corruzione a delinquere e <em>camurria</em>.<br />
Loro erano <em>51% Agenzia delle Entrate</em>. <em>49% Inps</em>.<br />
No.<br />
<em>Non li lasciarono andar via.</em><br />
E non vi fu tumulto. Nella prima sede la gente, la buona gente, la santa gente, entrò con calma.<br />
Si udì soltanto un colpo di tosse. Poi un bambino tra la folla urlò, forse senza capire:<em> &#8220;abbasso Equitaglia !!!&#8221;</em>&#8230;<br />
I forconi calarono sugli sportelli, sui terminali, sulle stampanti, sulle scrivanie.<br />
I fogli, le cartelle&#8230; volarono via.<br />
Gli impiegati&#8230;<br />
Non vi fu sangue.<br />
Perchè li impiccarono.<br />
La ghigliottina parigina fu sostituita dalla corda cravattara che loro stessi avevano per decenni rappresentato <em>come sistema</em>. In tutta Italia, contemporeanamente.<br />
Non si vide polizia. Nè carabinieri, nè esercito. La folla faceva troppa paura. O forse anche loro erano la folla.<br />
Quando dopo qualche ora tutto fu finito, qualcuno scrisse su Facebook:<em> &#8220;ora tutti a Montecitorio&#8221;</em>.<br />
E la gente, la buona gente, la santa gente, di nuovo si mosse.<br />
Inesorabilmente.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Come un unico essere pensante.</em></p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
<p><strong><em>N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.</em></strong></p>
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		<title>Il Sorriso Buono di Mia Figlia</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 23:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti brevi e versi]]></category>
		<category><![CDATA[poesia figlia]]></category>
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		<description><![CDATA[Si apre su piccoli scogli d&#8217;avorio, alternati ad un buio vorace. Si apre e coinvolge tutta la stanza&#8230; Ogni cosa, qui intorno, si agita e danza. Così piccolo, grande mistero&#8230; Tu sì, sai davvero sognare. Tu ci puoi consolare. Si estende su mondi infiniti e diversi, enormi come fogli di carta. Si posa, farfalla, tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object id="figlie" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="322" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" align="middle"><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><param name="movie" value="figlie.swf" /><param name="quality" value="high" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="322" src="figlie.swf" quality="high" bgcolor="#ffffff" name="figlie" allowscriptaccess="sameDomain" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" align="middle"></embed></object></p>
<p>Si apre su piccoli scogli d&#8217;avorio, alternati ad un buio vorace.<br />
Si apre e coinvolge tutta la stanza&#8230;<br />
Ogni cosa, qui intorno, si agita e danza.<br />
Così piccolo, grande mistero&#8230;<br />
Tu sì, sai davvero sognare.<br />
Tu ci puoi consolare.</p>
<p>Si estende su mondi infiniti e diversi, enormi come fogli di carta.<br />
Si posa, farfalla, tra cucina e tinello, separando a suo gusto ciò che è brutto dal bello&#8230;<br />
E saluta sull&#8217;uscio chi parte&#8230;<br />
Non conosce il dolore e la morte&#8230; ma li sa allontanare&#8230;</p>
<p>Basta un niente, un desiderio, un sottofondo appena musicale, e giunge&#8230;<br />
Come vento che allontana nubi minacciose dal mare&#8230;<br />
Come un sentimento, nasce lento, per nascondersi, gonfiarsi e scoppiare&#8230;<br />
Si presenta sempre giusto in tempo per convincerti a rimandare&#8230;<br />
A ritornare.</p>
<p>Basta un giorno ed il futuro sembra quello che tu puoi immaginare.<br />
E si convince che, oltre quel balcone, alla fine sia tutto uguale&#8230;<br />
Innocente solamente per combinazione, o assenza di prove.<br />
Sembra dica &#8220;non ti preoccupare, passeranno&#8230; queste cose nuove&#8230;&#8221;</p>
<p>Come fare arcobaleni, quando il cielo piano si risveglia&#8230;<br />
Così vedo, tocco, sogno e imparo&#8230;<br />
Il sorriso buono di mia figlia.</p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quello che ho perso&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 23:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti brevi e versi]]></category>
		<category><![CDATA[canzoni d'amore]]></category>
		<category><![CDATA[poesie d'amore]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che ho perso è il gusto o lo sfizio di lasciare aperte le porte a ogni vizio. Bere, fumare e far dell&#8217;amore un gioco bastardo. Tirare al biliardo e centrare la buca. Centrare la buca&#8230; Quello che ho perso è il gesto malsano di farmi del male per sentire la mano, gelida, forte e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.coppiaerelazioni.com/wp-content/uploads/2011/02/andati-a-vivere-insieme.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che ho perso è il gusto o lo sfizio di lasciare aperte le porte a ogni vizio.<br />
Bere, fumare e far dell&#8217;amore un gioco bastardo. Tirare al biliardo e centrare la buca.<br />
Centrare la buca&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che ho perso è il gesto malsano di farmi del male per sentire la mano, gelida, forte e senza coscienza della vita che corre.<br />
Andar giù dalla torre e attendere il tonfo.<br />
Attendere il tonfo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quello che ho lasciato dietro all&#8217;angolo di strada è più del rombo di un motore o del furto di un amore.<br />
E&#8217; più del folle assurdo oblìo dato da bicchieri pieni, o da seni sconosciuti di una donna che non c&#8217;è.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che ho perso è l&#8217;incognita, il caso, di seguire ogni odore che giungeva al mio naso&#8230;<br />
Foss&#8217;anche pelo, liquore, fumo o più dolce profumo, cercando qualcuno su cui fare una storia.<br />
Fare una storia&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che ho perso son le tante domande che quasi a dispetto mi han fatto più grande.<br />
Non so quando torno, se torno&#8230; e mi chiedevo perché per chi viene con me c&#8217;è una porta già chiusa.<br />
Una porta già chiusa&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quello che ho lasciato in fondo al tunnel del passato, non vale i tuoi capelli al vento&#8230;<br />
Ogni tuo sorriso o pianto&#8230;<br />
Non vale il canto dei tuoi occhi accesi su quel mare che c&#8217;è in te&#8230;<br />
O la tua voce che mi sveglia e mi fa pensare che&#8230;<br />
Tra le cose che ho perso&#8230;<br />
Io ho vinto te</p>
<p style="text-align: center;"><em>Tra le cose che ho perso</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Io ho vinto te</em></p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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