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	<title>racconti, poesie, scritti inediti, attualità &#187; FRAMMENTI</title>
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	<description>viaoberdan.it il blog di Thomas Pistoia</description>
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		<title>Il Mare di Notte</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 00:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FRAMMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[poesie d'amore]]></category>

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		<description><![CDATA[E senza volerlo, m&#8217;incanto perchè anche oggi lo vedo Lo vedo confondersi con il cielo e non c&#8217;è più un limite all&#8217;orizzonte Quel puntino bianco dev&#8217;essere un gabbiano che gioca con il suo riflesso senza capire che gioca con se stesso E di nuovo io vedo frammenti e scintille d&#8217;argento L&#8217;onda colpisce lo scoglio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://digiphotostatic.libero.it/jackdandy/med/2ea8664f94_2206207_med.jpg" alt="" width="440" height="303" /></p>
<p style="text-align: center;">E senza volerlo, m&#8217;incanto<br />
perchè anche oggi lo vedo<br />
Lo vedo confondersi con il cielo<br />
e non c&#8217;è più un limite all&#8217;orizzonte<br />
Quel puntino bianco dev&#8217;essere un gabbiano che gioca con il suo riflesso<br />
senza capire<br />
che gioca con se stesso</p>
<p style="text-align: center;">E di nuovo io vedo<br />
frammenti e scintille d&#8217;argento<br />
L&#8217;onda colpisce lo scoglio<br />
e mi sembra di sentire una goccia sul viso<br />
poi scivola giù e torna indietro, mentre il buio si riacquieta<br />
e ricade, come un pezzo di seta</p>
<p style="text-align: center;">E in fondo vedo ancora<br />
barche, come luci lontane<br />
piccole fiamme, come candele<br />
o forse son lucciole in mezzo a quel nero<br />
Un cane le annusa dal promontorio, poi ulula qualcosa lontano<br />
Non capisco cosa, ma ti stringo la mano</p>
<p style="text-align: center;">E ti giuro, vedo la luna<br />
che splende, come una perla<br />
Una luna di pace e di guerra<br />
Un buffo chiarore d&#8217;avorio<br />
Assurda, come una monetina di pietra<br />
Le stelle son le biglie di un bambino o fiori di uno scialle scuro<br />
Quanti petali ha il nostro futuro ?</p>
<p style="text-align: center;">Ogni giorno, amore, vedo questo mare<br />
confondersi con la notte come in un gioco di specchi<br />
E non è un sogno, è tutto vero</p>
<p style="text-align: center;">Tutto qui&#8230; dipinto nei tuoi occhi</p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
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		<title>Erode non deve vincere mai</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 23:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FRAMMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[abusi sessuali sui minori]]></category>
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		<category><![CDATA[arcivescovo elio antonelli]]></category>
		<category><![CDATA[bendetto xvi]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa e pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[don lelio cantini]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità nella chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia nella chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[preti pedofili]]></category>
		<category><![CDATA[ratzinger]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo nove anni. L&#8217;oratorio era il mio mondo di amici e di giochi. Misuravo il tempo in rintocchi, in tintinnii; dal lungo acuto sonaglio della campanella di scuola, al rintocco fermo e incrollabile del campanile in parrocchia. Il mio mondo era semplice e allegro; il mondo di un bambino il cui dramma più grande poteva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://4.bp.blogspot.com/_6ebhXRQ5C8c/R__u1ajh8YI/AAAAAAAAAL4/Bt0KpfjqfBc/s320/gesu_e_i_bambini.jpg" alt="" width="320" height="275" /></p>
<p style="text-align: justify;">Avevo nove anni. L&#8217;oratorio era il mio mondo di amici e di giochi.<br />
Misuravo il tempo in rintocchi, in tintinnii; dal lungo acuto sonaglio della campanella di scuola, al rintocco fermo e incrollabile del campanile in parrocchia.<br />
Il mio mondo era semplice e allegro; il mondo di un bambino il cui dramma più grande poteva essere al massimo un rigore sbagliato nella partitella pomeridiana con i compagni, o un rimbrotto della mamma per aver sporcato il pantalone buono.<br />
Un bambino beneducato e volenteroso, attento alle spiegazioni dei grandi, e sempre felice di imparare nuove cose.<br />
Mi piaceva la scuola, ma mi piaceva ancora di più andare a dottrina. Nel mio animo di fanciullo la scuola era sì utile e importante, ma &#8211; come dire ? &#8211; un po&#8217; troppo meccanica, a suo modo scientifica, perchè per lo più basata sul reale.<br />
La dottrina invece era una storia meravigliosa, persa nella notte dei tempi, ma così vicina, così vera. Ascoltavo con occhi sognanti la narrazione di un mare che si apriva per far passare gli eletti e si richiudeva poi, in un&#8217;unica onda di infinita giustizia, sui malvagi e gli oppressori. Trepidavo per lo storpio che si trascinava nella polvere per toccare le vesti di Gesù, e, ogni Natale, mi innamoravo di Maria e soffrivo del suo peregrinare alla ricerca di un albergo.<br />
Poi mi rallegravo. Perchè Erode non vinceva mai.<br />
Don Lelio mi era simpatico. Era alto, grosso, un omone infagottato nella sua tonaca nera, mai cupo, a tratti burbero, ma sempre cordiale. Nessuno di noi bambini ne aveva paura; a parte qualche rimprovero qua e là, normale alla nostra età, per noi aveva sempre avuto buffetti e battute scherzose e non di rado aveva partecipato alle nostre partite di calcio. Passava dall&#8217;oratorio con libri o altri oggetti al braccio, magari preso in un suo impegno. Ad un tratto, così come si trovava, irrompeva in campo e cominciava a correre dietro alla palla, suscitando risa e proteste tra noi piccoli giocatori; infine, infischiandosene di punteggi, squadre e metà campo assegnate, tirava nella porta più vicina, quasi sempre mancando il bersaglio. Dopodichè, ancora con la sua sporta al braccio, salutava tutti e tornava alle sue faccende.<br />
Oggi direi che gli volevo bene. Era buono, lo vedevo buono. Per me apparteneva alla sfera dei miei adulti: mio padre, mia madre, la nonna, la maestra&#8230; e lui, il priore.<br />
Mi lodava sempre per l&#8217;impegno che dimostravo a dottrina. Mi indicava come esempio agli altri bambini, mi aveva dato, infine, la prima fila nel coro domenicale, con l&#8217;incarico non solo di cantare, ma anche di tenere in ordine i ciclostilati dei canti durante la funzione. Ero molto orgoglioso di questo compito e seguivo con pignoleria la messa domenicale, tenendo sempre d&#8217;occhio la scaletta dei canti, pronto a far notare la minima anomalia agli altri del coro.<br />
Don Lelio aveva in parrocchia una sorta di suo ufficio, nell&#8217;ala della chiesa opposta all&#8217;oratorio. Noi bambini non frequentavamo quel lato dell&#8217;edificio: c&#8217;era una sacrestia, una piccola cappella e un altro paio di stanze ad uso del parroco; nulla che poi alla fine potesse interessarci davvero.<br />
Però quando il prete un pomeriggio mi chiamò dal bordo del campetto e, presomi in disparte, mi chiese se volessi andare con lui vedere il suo ufficio, beh, fu impossibile resistere.<br />
Innanzitutto era un ulteriore privilegio che mi poneva al di sopra di tutti gli altri bambini dell&#8217;oratorio; ma soprattutto era una dimostrazione di fiducia senza precedenti. Fu lui stesso a farmelo notare.<br />
- Dobbiamo diventare ancora più amici &#8211; disse &#8211; voglio che tu diventi il mio segretario e che mi aiuti a fare le cose che da solo a volte non riesco a fare. Tu vuoi aiutarmi ? Vuoi diventare ancora più mio amico ?<br />
Non gli risposi. Eravamo giunti, mano nella mano, davanti alla porta del suo ufficio. Con aria seriosa feci due volte di sì col capo.<br />
Entrammo. Notai che chiuse a chiave la porta. Poi restò fermo lì, sull&#8217;uscio, come per lasciarmi il tempo di ambientarmi.<br />
Ed effettivamente, piano piano, io presi a guardarmi attorno.<br />
Era un piccolo ufficio. In fondo alla stanza c&#8217;era un grosso tavolo di legno massiccio pieno di fogli, con uno scrittoio al centro. Sulla pareti laterali un armadio antico e una specie di schedario.<br />
Passarono alcuni minuti. Don Lelio era rimasto a guardarmi mentre osservavo curioso, girando intorno alla scrivania.<br />
- Ti piace questo posto ?<br />
- uh-uh &#8211; risposi.<br />
- Allora d&#8217;ora in poi questo sarà anche il tuo ufficio &#8211; si sedette alla scrivania &#8211; vieni, siediti con me &#8211; mi disse, indicandomi le sue ginocchia.<br />
Mi lasciai aiutare dalle sue enormi braccia e mi ritrovai seduto davanti allo scrittoio, con il suo petto alle spalle.<br />
Ero contento. Mi sentivo grande.<br />
- Dobbiamo scrivere qualcosa ? &#8211; chiesi, sperando che la risposta fosse un sì.<br />
- Dopo, magari &#8211; rispose Don Lelio.Mi teneva le mani sulle spalle, mi accorsi che le faceva scendere fino ai miei gomiti, poi tornava su. Mi sembrò che la velocità di questo andirivieni sulle mie braccia stesse aumentando.<br />
- Per essere sicuro che tu mi possa aiutare &#8211; disse &#8211; ho bisogno che tu mi dia la certezza che credi in Dio e in Gesù&#8230; Tu ci credi ?<br />
Risposi, subito, convintissimo che, sì, ci credevo.<br />
- E alla Madonna ?<br />
- Sì, ma ho sempre paura che Erode vinca &#8211; risposi. Poi mi venne il dubbio che non fosse una risposta convincente.<br />
Don Lelio mi abbracciò.<br />
- Dio è amore &#8211; disse, guardandomi fisso in volto &#8211; Il Signore desidera che ci vogliamo bene. Tu mi vuoi bene ?<br />
- Certo &#8211; risposi.<br />
- Allora dammi un bacio.<br />
Mi sembrò una richiesta un po&#8217; strana, ma non ci vidi niente di male. Volevo dimostrare a Don Lellio che volevo bene a lui e a Gesù e che ero felice di poter diventare il suo aiutante.<br />
Mi sporsi e gli posai un piccolo bacio sulla guancia.<br />
Lui rise, prendendomi in giro.<br />
- E questo sarebbe un bacio ? Ma allora tu non sai come si baciano le persone che si vogliono bene !<br />
Non mi diede il tempo di replicare. La sua bocca si incollò alla mia, mentre una delle sue mani mi premeva la nuca contro il suo volto.<br />
Ora è difficile spiegare. Da questo momento compresi che stava accadendo qualcosa di terribile, ma non sapevo cosa, sentivo le sua lingua che frugava nella mia bocca, la saliva&#8230;mi sentii immobilizzato, non capivo cosa stesse succedendo, ma sentivo che non era niente di buono.<br />
- Non devi dirlo a nessuno, mi raccomando &#8211; mi disse &#8211; la Madonna vuole che il fatto che mi aiuti e che scrivi su questa scrivania resti un segreto. Non devi dirlo a nessuno, nenanche a mamma e papà. Altrimenti non obbedisci alla Madonna e commetti un peccato. Tu vuoi fare peccato ?<br />
- <em>No.</em><br />
Mi stava spogliando.<br />
Mi girò a cavalcioni su di lui e accompagnò le mie mani <em>fino a&#8230;</em> Io&#8230; resistetti un po&#8217;, non capivo perchè mi faceva toccare lì e avevo paura che gli scappasse la pipì&#8230;<br />
Mi disse che dovevo fare su e giù&#8230; <em>così&#8230; sì&#8230;</em><br />
Cominciai a percepire degli odori.<br />
Io&#8230; in realtà cercavo di distrarmi, di non pensare, volevo solo andare via; pensai che prima avrei fatto quello che mi diceva, più presto mi avrebbe lasciato andare.<br />
L&#8217;odore veniva dal suo petto, poi&#8230; da lì dove avevo le mani. Un odore che non avevo mai sentito&#8230; brutto&#8230; era un odore di pelle. Cominciò ad ansimare e mi spinse il capo sul suo petto. Lì l&#8217;odore era ancora più insopportabile. Pensai di avere i conati.<br />
Poi cominciai a sentire che le mie mani si bagnavano di qualcosa&#8230; Le ritrassi subito, con un lamento&#8230; n<em>o&#8230; la pipì&#8230;</em><br />
- <em>Non è pipì&#8230;</em> &#8211; disse lui, sorridendo in un sussurro.<br />
Mi sollevò e mi fece mettere disteso con la pancia sulla scrivania.<br />
Cominciai a piangere.<br />
Non so perchè, non potevo minimamente immaginare cos&#8217;altro aveva intenzione di fare, però&#8230; era&#8230; ero ormai terrorizzato&#8230; Sentivo che stava per accadermi qualcosa di ancora più orribile&#8230;<br />
In realtà non ero certo che quello fosse male. A me sembrava male, ma ero combattuto perchè lui lo chiamava amore e diceva che Dio ne era contento. Lui era un adulto, era il priore, mi fidavo, forse&#8230; forse mi stavo sbagliando ?<br />
Mormorai comunque che volevo tornare a casa.<br />
Lui mi tenne premuta la schiena con una mano. Sentì che mi frugava dietro.<br />
Poi urlai.<br />
<em>Non sapevo cosa stesse facendo, sapevo solo che faceva un male enorme.</em><br />
Urlai fortissimo, e piansi. E pensai che in quel posto non c&#8217;era nessuno che potesse sentirmi, ma anche che, <em>meglio così</em>, quello era un segreto, e non volevo fare un peccato.<br />
Durò alcuni munuti, ricordo che le sue spinte mi facevano sbattere la tempia sul piano del tavolo&#8230; No, credo&#8230; non ricordo.<br />
Alla fine avvertii di nuovo una senzazione di umido, di&#8230; di bagnato e&#8230; so solo che terminò, mentre io piangevo oramai in silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giudice fino a quel momento aveva ascoltato con la testa bassa, gli occhi chini sulle mani conserte a bordo tavolo.<br />
- In seguito successe ancora ?<br />
- Durò sette anni&#8230;<br />
- Non raccontò mai nulla a nessuno ?<br />
- No. Quel giorno Don Lelio cambiò la mia vita, cancellò la mia infanzia, la mia innocenza. Io provavo vergogna per quello che era successo e&#8230; e mi sembrava che la colpa fosse mia. Lui mi diceva che non c&#8217;era niente di male che Dio e la Madonna erano contenti e che non dovevo dirlo a nessuno&#8230;<br />
Il giudice sospirò e guardò altrove.<br />
- Perchè adesso ha deciso di raccontare tutto ?<br />
- Vede, io ho un figlio. Un bambino di nove anni, e&#8230; mi somiglia molto. Quando lo guardo vedo me stesso alla sua età. Ce l&#8217;ho sempre davanti agli occhi quel me stesso bambino e&#8230; e quel bambino&#8230; quel bambino, signor giudice, mi domanda&#8230; <em>&#8220;ma tu a tuo figlio, oggi, lo lasceresti nelle stesse condizioni, gli faresti patire quelle stesse cose ?&#8221;</em> Oh, no, signor giudice, io gli rispondo di no, io gli dico&#8230;. gli dico che a mio figlio mai lo abbandonerei in una simile situazione ! E lui, il mio io-bambino, mi dice <em>&#8220;allora perchè hai lasciato che succedesse a me ? Non ero anch&#8217;io un bambino di nove anni, come tuo figlio ?&#8221;</em>.<br />
Quel bambino mi chiede di essere riscattato, signor giudice, chiede di avere la giustizia che non ha mai avuto&#8230;<br />
Il giudice strinse le labbra e si mise a riordinare le carte in un fascicolo.<br />
- Lei lo sa, vero ? &#8211; disse, sollevando lo sguardo dai fogli &#8211; Lei lo sa che essendo Don Lelio un prete alla fine non riusciremo ad ottenere per lui neanche un giorno di galera&#8230;<br />
- No, non è questo&#8230; è&#8230; è che&#8230; Bisogna che si venga a sapere&#8230; La gente, i fedeli, gli altri preti&#8230; Ci sono altri bambini&#8230;<br />
- Lei è un uomo coraggioso &#8211; concluse il giudice porgendogli la penna perchè firmasse la deposizione &#8211; Dopo quello che le è successo crede ancora in Dio ?<br />
- Io&#8230; sì, ci credo ancora. E anche in Gesù e nella Madonna. Solo mi è rimasta quella paura di allora, che Erode possa vincere&#8230; Con me tanti anni fa ha vinto, ma&#8230;<br />
Ma Erode non deve vincere mai.</p>
<p style="text-align: center;">Erode</p>
<p style="text-align: center;">non dovrà vincere</p>
<p style="text-align: center;"><em>mai più</em></p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
<p style="text-align: right;"><em>Questo brano è dedicato a Mariangela Accordi e al suo immenso coraggio.</em></p>
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		<title>La Vera Storia di Padre Pino</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 00:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Sono stanco… Una luna a barattolo farà capolino da dietro le tende, ad un soffio di vento. Brezza leggera e suadente di fine estate, passeggera. Il cranio canuto, spelato &#8211; papalina buffa e severa di uomo di chiesa ormai bianco nel pelo &#8211; si adagerà sul cuscino… La verità. La verità è che Padre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.menphis75.com/images/foto_varie/stigmate.jpg" alt="" width="400" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify;">- Sono stanco…<br />
Una luna a barattolo farà capolino da dietro le tende, ad un soffio di vento. Brezza leggera e suadente di fine estate, passeggera.<br />
Il cranio canuto, spelato &#8211; papalina buffa e severa di uomo di chiesa ormai bianco nel pelo &#8211; si adagerà sul cuscino…<br />
<em>La verità.</em><br />
La verità è che Padre Pino è finito, ma non è mai cominciato e non è vero, non è vero che è santo.<br />
Tanti anni fa un uomo politico audace e bastardo ebbe l’idea: siamo piccoli, siam di provincia, agricoltori, economia a gravar su se stessa! Facciamo turismo!<br />
E mi proposero…<br />
<em>Lei non la conosce nessuno… Lei viene da fuori…</em><br />
E fu facile convincere un povero figlio di poveri.<br />
<em>Per cominciare è sufficiente fingere un segno…</em><br />
E c’era, quella sera, l’ambiente più adatto, l’altare addobbato, il Sangue di Cristo nel centro, un gran crocefisso… Finita la messa… Chiamarono esperti sapienti.<br />
<em>Effetti da cinema! </em>Dissero.</p>
<p style="text-align: justify;">Sangue finto. Ferite truccate.<br />
STIGMATE! STIGMATE! I frati… Padre Pino ha le stigmate!<br />
E corruppero di vile denaro, medici e preti, alti prelati… <em>Lasciateci fare e questo paese, San Giovanni Al Quadrato, sarà una nuova metropoli… Qui non c’è mare e montagna, ma la fede sarà l’attrattiva! Padre Pino il santo, il beato, la guida…</em><br />
Bastava, ogni giorno, dipinger di sangue le mani ed i piedi, fasciarle, finger dolore… Il resto lo avrebbero fatto da loro… la gente.<br />
Povera gente, fedele e assassina ad uccider se stessa! Venivano in tanti… <em>Padre, mio figlio, mia moglie, mio padre…</em> Non piangere uomo, sia fatta la volontà del Signore…<br />
Pregavo davvero, pregavo ugualmente. Ero un frate comunque, il mio mestiere era quello&#8230;<br />
<em>E’ ora di finger ostilità della chiesa! Tre mesi in un altro convento ad attender scomunica, poi… </em><br />
E mi offrivano altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Che complotto perfetto!<br />
<em>Ogni tanto ci vuole un miracolo!</em> Dissero. E come? <em>Effetti da cinema, è chiaro… unger le ruote, pagando il silenzio…</em><br />
E il paese ben presto divenne questione: è santo davvero… è tutta una finta… parla con Dio.<br />
Ero stanco già allora, messe ogni giorno e centinaia d’astanti, visite attente di uomini in vista. Potenti… in ginocchio ai miei piedi.<br />
Fioriva il commercio: immagini, foto, rosari e magliette! La gente, da ovunque, veniva a pregare…<br />
E il grande ricatto alla fine fu mio: mi avete costretto a ingannar la plebaglia, il povero, il debole… Se volete che taccia, uccidetelo, questo povero frate… Oppure pagate, ma pagate diverso… Costruite dal nulla l’ospedale del santo. In fondo, sani o malati, saran sempre turisti!<br />
<em>Casa Rifugio del Povero Cristo&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ma ho peccato comunque, Signore. Ho peccato lo stesso perché ho usato il Tuo Nome.<br />
Perdono per me non ne hai, non ne ho. Dio non sa perdonare se stesso.<br />
E adesso che sono ad un passo… Ad un passo da te. Fuori c’è gente che prega, che piange, ti dice “lascialo stare, lascialo a noi!” e anche sapesse la verità, forse, direbbe lo stesso!<br />
Non li ascoltare e portami via… I poveri e i deboli credono in questo. Ed è giusto, sbagliato, uguale, se la penna, nel mondo, sa far più della zappa; da’ loro una penna, allora! Da’ loro una penna, piuttosto! E, se davvero ci sei, insegna ad usarla… Cosicché Padre Pino non ne vengano più, neanche a fare ospedali!<br />
Con la penna, la gente, saprà farli da sola…</p>
<p style="text-align: justify;">La luna a barattolo fuggirà via furtiva. Il vero miracolo, adesso…<br />
Sarà il sorger del sole.</p>
<p style="text-align: right;">©Thomas Pistoia</p>
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		<title>Riferimento casuale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 01:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comincia una storia d'amore]]></category>
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		<category><![CDATA[soria d'amore]]></category>

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		<description><![CDATA[Scoprì che lei aveva un nome strano. Se n&#8217;era innamorato in un millesimo di secondo. Entrando in mensa il suo sguardo, come telecomandato, si era posato su quel tavolo, e da lì non si era più mosso. Per fortuna era sola e, benchè avesse mostrato da subito di non avere alcuna voglia di stare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://digilander.libero.it/anotherday_2/arancia_sbucciata.jpg" alt="" width="425" height="282" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;">Scoprì che lei aveva un nome strano.</div>
<div style="text-align: justify;">Se n&#8217;era innamorato in un millesimo di secondo.</div>
<div style="text-align: justify;">Entrando in mensa il suo sguardo, come telecomandato, si era posato su quel tavolo, e da lì non si era più mosso.</div>
<div style="text-align: justify;">Per fortuna era sola e, benchè avesse mostrato da subito di non avere alcuna voglia di stare in compagnia, lui riuscì ugualmente a sedersi lì, di fronte a lei.</div>
<div style="text-align: justify;"><em>Piacere io sono&#8230; E tu come ti chiami ?</em></div>
<div style="text-align: justify;">Un nome dolce, quasi un vezzeggiativo, ma certamente unico, legato a chissà quale misterioso ricordo d&#8217;amore dei suoi genitori; o magari&#8230; magari frutto solo di un garbato pensiero fantastico, nato per caso, in una notte d&#8217;inverno, tra le loro lenzuola.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non volle approfondire, gli piacque perdersi in quel sapore di non detto che quel nome gli procurava; smarrì ogni strada negli  occhi neri e puliti di lei, a loro modo tristi e sognanti.</div>
<div style="text-align: justify;">Cominciò a parlare. Tranquillamente, semplicemente. Non sapeva perchè, ma si sentiva già diverso, perchè l&#8217;amore quando nasce cambia le persone. E cambia i luoghi.</div>
<div style="text-align: justify;">Non era più la mensa universitaria, quella. No.</div>
<div style="text-align: justify;">Era già il mare &#8211; di notte &#8211; e luci, e lampare, e fili invisibili che scendono dalle stelle e si posano sul filo delle onde, e mani che si arrampicano a cercare un cielo diverso.</div>
<div style="text-align: justify;">Non poteva fare a meno di guardarla, non poteva.</div>
<div style="text-align: justify;">Sul palmo della sua mano le avrebbe lasciato pesare un sorriso, le avrebbe lasciato contare a piccole gocce i giorni che forse avevano davanti; forse le avrebbe insegnato a suonare piano, ogni sera, fili d&#8217;erba rubati al tappeto di un prato.</div>
<div style="text-align: justify;">Parlò dei suoi studi di <em>ingegnneria-nonsocosa</em>, alambiccò dei suoi gusti e millantò dei suoi sogni; inventò strade di quella città che non esistevano, ma garantì che lui, più di una volta, ci era passato.</div>
<div style="text-align: justify;">Lei&#8230; Lei, stava ancora un po&#8217; sul chi vive, anche se ora la compagnia non le sembrava più così spiacevole.</div>
<div style="text-align: justify;">Erano entrambi a un bivio. A quell&#8217;età basta una parola, una distrazione e non ci si rivede mai più.</div>
<div style="text-align: justify;">Anche lei cominciò a raccontarsi, ovattando le parole in un raggio di neon, lentamente, che non si perdessero.</div>
<div style="text-align: justify;">Forse ne valeva la pena. Forse.</div>
<div style="text-align: justify;">Lui le stava porgendo uno di quei fili invisibili sul pelo dell&#8217;acqua, perchè lei potesse aggrapparsi a una stella e tenerla poi lì, in una mano, come fosse un palloncino nel cielo.</div>
<div style="text-align: justify;">Dopo, di queste cose si ride. Nei casi più tristi si piange.</div>
<div style="text-align: justify;">Perchè l&#8217;amore nasce nel miracolo di giovani sguardi, ma non sempre sopravvive agli anni e ai ricordi. A volte si trascina in giorni sempre uguali, o si abbandona alla corrente della noia. O finisce comunque, semplicemente, per l&#8217;ovvio motivo che qualsiasi cosa a questo mondo ha un inizio e una fine.</div>
<div style="text-align: justify;">Lui, d&#8217;improvviso, prese la sua arancia dal vassoio e gliela porse, come se le stesse offrendo chissà che.</div>
<div style="text-align: justify;">- La vuoi ? &#8211; le chiese.</div>
<div style="text-align: justify;">Lei lo squadrò divertita e indicò col dito il proprio vassoio.</div>
<div style="text-align: justify;">- Ce l&#8217;ho anch&#8217;io un&#8217;arancia, vedi ?</div>
<div style="text-align: justify;">Lui guardò il frutto che teneva ancora nella sua mano e rispose con voce diversa, più seria:</div>
<div style="text-align: justify;">- Sì, però io&#8230; <em>Io te la sbuccio.</em></div>
<div style="text-align: justify;">Poi sorrise.</div>
<div style="text-align: justify;">E senza aspettare risposta iniziò a incidere quella sua promessa. A spicchi regolari.</div>
<div style="text-align: justify;">Con la punta del coltello.</div>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 20px; color: #333333;"><span style="line-height: 20px; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; color: #333333;">©</span>Thomas Pistoia</span></p>
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		<title>Sul Cesso</title>
		<link>http://www.viaoberdan.it/sul-cesso</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 00:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FRAMMENTI]]></category>

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		<description><![CDATA[Seduti sul cesso siamo tutti uguali Tutti necessariamente esseri umani Contadini, operai, commercianti, banchieri Muratori, calzolai, commesse, barbieri Autisti, onorevoli, preti e barboni Davanti al cesso devono tutti calarsi i pantaloni Il cesso è il trono su cui tutti sediamo La poltrona del ricco e del nullatenente E&#8217; il buco nell&#8217;acqua di chi sa solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Seduti sul cesso siamo tutti uguali</div>
<div id="_mcePaste">Tutti necessariamente esseri umani</div>
<div id="_mcePaste">Contadini, operai, commercianti, banchieri</div>
<div id="_mcePaste">Muratori, calzolai, commesse, barbieri</div>
<div id="_mcePaste">Autisti, onorevoli, preti e barboni</div>
<div id="_mcePaste">Davanti al cesso devono tutti calarsi i pantaloni</div>
<div id="_mcePaste">Il cesso è il trono su cui tutti sediamo</div>
<div id="_mcePaste">La poltrona del ricco e del nullatenente</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; il buco nell&#8217;acqua di chi sa solo sbagliare</div>
<div id="_mcePaste">Ma anche di chi è abituato a trionfare</div>
<div id="_mcePaste">Si siedon sul cesso il bianco ed il nero</div>
<div id="_mcePaste">Chi ha gli occhi a mandorla e chi è settentrionale</div>
<div id="_mcePaste">E non mi meraviglierei &#8211; metto sul fuoco la mano -</div>
<div id="_mcePaste">a saper che ogni tanto ci si siede anche il marziano</div>
<div id="_mcePaste">Ha bisogno del cesso perfino il fascista</div>
<div id="_mcePaste">Non può farne a meno neanche il nazista</div>
<div id="_mcePaste">E comunisti, leghisti, berlusconiani</div>
<div id="_mcePaste">Dopo, ogni volta, si lavano le mani</div>
<div id="_mcePaste">Ma tanto è uguale, puzzano lo stesso</div>
<div id="_mcePaste">E così è per tutti se siam seduti sul cesso</div>
<div id="_mcePaste">Di fronte a lui sparisce ogni convenzione</div>
<div id="_mcePaste">Non ci si conforma più alla buona educazione</div>
<div id="_mcePaste">Perchè è sul cesso che siamo liberi davvero</div>
<div id="_mcePaste">Chiusi nel bagno con ogni nostro pensiero</div>
<div id="_mcePaste">E possiamo d&#8217;incanto far quel che vogliamo</div>
<div id="_mcePaste">Pisciare, cacare, pulirci con la mano</div>
<div id="_mcePaste">Nessuno ci vede, nessuno se ne accorge</div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;animale che c&#8217;è in noi finalmente risorge</div>
<div id="_mcePaste">Seduto sul cesso l&#8217;adolescente si masturba</div>
<div id="_mcePaste">Il vecchio si sforza, la donna fa la furba</div>
<div id="_mcePaste">Il bimbo si diverte a guardare nel vasino</div>
<div id="_mcePaste">E non resiste alla voglia&#8230; di toccare col ditino</div>
<div id="_mcePaste">Seduti sul cesso, non abbiamo oneri sociali</div>
<div id="_mcePaste">Siamo uomini e basta, magari un po&#8217; banali</div>
<div id="_mcePaste">Non conta più chi siamo e che vorremmo sembrare</div>
<div id="_mcePaste">Il vestito che portiamo o che vorremmo portare</div>
<div id="_mcePaste">La forma sì, quella varia ancora</div>
<div id="_mcePaste">Insieme al colore, in base a ciò che si divora</div>
<div>lo stato d&#8217;animo e le condizioni di salute</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; seduti sul cesso che scopriamo le ferite</div>
<div id="_mcePaste">C&#8217;è chi la fa dura e chi fa solo acqua</div>
<div id="_mcePaste">Chi la fa marrone e chi&#8230; semplice cacca</div>
<div id="_mcePaste">Chi la fa bianca, chi la fa nera</div>
<div id="_mcePaste">Chi, pur impegnandosi, non la fa mai intera</div>
<div id="_mcePaste">C&#8217;è chi si volta e trova solo un pallino</div>
<div id="_mcePaste">Dopo essersi sforzato per un paio d&#8217;ore</div>
<div id="_mcePaste">Chi la fa enorme come quella dei cavalli</div>
<div id="_mcePaste">E chi non fa niente, soltanto rumore</div>
<div id="_mcePaste">Ma è sempre merda, senza distinzioni</div>
<div id="_mcePaste">Nè giusta, nè sbagliata come tutte le opinioni</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; sempre merda, roba da buttare</div>
<div id="_mcePaste">Da lasciar scendere in fretta e poi dimenticare</div>
<div id="_mcePaste">Perchè seduti sul cesso siamo tutti uguali e&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">Scusate, qui mi interrompo per un bisogno urgente</div>
<div id="_mcePaste">Mbè ? Perchè quegli occhi inquieti ?</div>
<div id="_mcePaste">Non ci crederete, ma ogni tanto</div>
<div id="_mcePaste">Si siedono sul cesso anche i poeti</div>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 20px; color: #333333;">©</span>Thomas Pistoia</p>
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		<title>Incredibile: &#8220;Visto da dentro&#8221; ancora protagonista di plagi</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 09:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FRAMMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[agostino sella]]></category>
		<category><![CDATA[brighielena62]]></category>
		<category><![CDATA[copia]]></category>
		<category><![CDATA[plagio]]></category>
		<category><![CDATA[plagio su altri siti]]></category>
		<category><![CDATA[visto da dentro]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli ignari copioni non possono sapere che in un&#8217;altra vita sono un informatico e conosco bene taluni strumenti. Grazie a queste mie conoscenze ho scoperto che tale Agostino Sella e talaltra brighielena62 hanno pubblicato attribuendolo a se tessi il mio racconto. brighielena62 ne ruba l&#8217;incipit e lo fa passare per sua poesia intitolata &#8220;Era chiedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli ignari copioni non possono sapere che in un&#8217;altra vita sono un informatico e conosco bene taluni strumenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a queste mie conoscenze ho scoperto che tale <a href="http://agostinosella.blogspot.com/2009/11/mi-abbracci-mi-parli-con-dolcezza-ma.html" target="_blank"><strong>Agostino Sella</strong></a> e talaltra <a href="http://blog.libero.it/eli62/8242698.html" target="_blank"><strong>brighielena62</strong></a> <strong>hanno pubblicato attribuendolo a se tessi il mio racconto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://blog.libero.it/eli62/8242698.html" target="_blank"><strong> brighielena62</strong></a></strong> <strong>ne ruba l&#8217;incipit</strong> e lo fa passare per sua poesia intitolata &#8220;Era chiedere troppo essere l&#8217;unica nel tuo cuore?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://agostinosella.blogspot.com/2009/11/mi-abbracci-mi-parli-con-dolcezza-ma.html" target="_blank"><strong>Agostino Sella</strong></a></strong> <strong>invece ne fa proprio opera sua cambiando solo il discorso della protagonista facendolo passare dal &#8220;tu&#8221; al &#8220;voi&#8221; e modificando qua e lù qualche periodo</strong>, <strong>Per ora sono stati diffidati a porre rimedio</strong> allo sconcio, dopo verranno perseguiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per leggere le opere di questi signori cliccate sui loro nomi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Visto da dentro&#8221;</strong> è stato pubblicato anche su altri siti che correttamente hanno indicato il mio nome e mi hanno chiesto il permesso.  Peraltro, dato l&#8217;argomento, ho sempre acconsentito all&#8217;uso del racconto. Inoltre è da così tanto tempo in rete che scopiazzarlo è veramente oltre che da scorretti, anche da ingenui.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;ora in poi controllerò in rete tutte le cose che scrivo e segnalerò immediatamente copie e plagi non autorizzati.</p>
<p style="text-align: right;">Thomas Pistoia</p>
<p style="text-align: left;">P.S.:<strong> aggiornamento delle 14.34</strong>. <strong><strong><a href="http://blog.libero.it/eli62/8242698.html" target="_blank"><strong>brighielena62</strong></a> </strong></strong>ha tolto la poesia realizzata con l&#8217;incipit di &#8220;Visto da dentro&#8221; dal suo sito. Aspettiamo <strong><strong><a href="http://agostinosella.blogspot.com/2009/11/mi-abbracci-mi-parli-con-dolcezza-ma.html" target="_blank"><strong>Agostino Sella</strong></a></strong></strong></p>
<p>P.S.: <strong>aggiornamento delle 14.52</strong> anche <strong><strong><strong><a href="http://agostinosella.blogspot.com/2009/11/mi-abbracci-mi-parli-con-dolcezza-ma.html" target="_blank"><strong>Agostino Sella</strong></a> </strong></strong></strong>ha tolto il mio racconto dal suo sito.</p>
<p>P.S.: <strong>aggiornamento 6 marzo:</strong> Agostino Sella mi ha inviato oggi la seguente mail:</p>
<p><em>Caro thomas, scusa per aver pubblicato il tuo racconto.<br />
In realtà mi ha chiesto di pubblicarlo un’amica dicendo che era una sua opera e senza fare il suo nome.<br />
L’Ho rimosso e scusa ancora<br />
Ciao<br />
Agostino Sella</em></p>
<p>Ne prendo atto.<em> </em>Incidente chiuso.<em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La risposta di Di Pietro</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 17:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FRAMMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antonio di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[appoggiare De Luca in Campania]]></category>
		<category><![CDATA[De Luca scelto dalla dirigenza del Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Idv]]></category>
		<category><![CDATA[marco travaglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico il testo che Antonio Di Pietro mi ha inviato in risposta a una mia mail nella quale gli proponevo i commenti che, nel filmato pubblicato recentemente su questo blog, Marco Travaglio ha fatto sulla scelta dell&#8217;Idv di appoggiare De Luca in Campania. Nel mio messaggio mi dichiaravo in sintonia con Travaglio e gli esprimevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" title="di pietro" src="http://www2.regione.veneto.it/videoinf/periodic/precedenti/06/6/Di_Pietro_.jpg" alt="" width="376" height="450" /></p>
<p style="text-align: justify;">Pubblico il testo che <strong>Antonio Di Pietro</strong> mi ha inviato in risposta a una mia mail nella quale gli proponevo i commenti che, <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=30qflW35UwI" target="_blank">n</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=30qflW35UwI" target="_blank">el filmato pubblicato recentemente su questo blog</a></strong>, <strong>Marco Travaglio</strong> ha fatto sulla scelta dell&#8217;<strong>Idv </strong>di <strong>appoggiare De Luca in Campania</strong>. Nel mio messaggio mi dichiaravo in sintonia con Travaglio e gli esprimevo il mio rammarico sulla questione. Gli annunciavo anche la mia intenzione di sospendere ogni mio voto in attesa di un passo indietro.<br />
Questa dunque la sua risposta, che, purtroppo devo dire, continua a non convincermi. Non mi convince in particolare l&#8217;idea che non esistesse davvero altra alternativa a <strong>De Luca, scelto invece dalla dirigenza del Pd</strong>.<br />
Non mi dilungo comunque oltre, i conti comunque si fanno nella cabina elettorale <img src='http://www.viaoberdan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Grazie comunque a Di Pietro per prestato attenzione alla mia mail e aver risposto.</p>
<p style="text-align: right;">Thomas Pistoia</p>
<p style="text-align: right;">
<p><em>Gentile Thomas,<br />
rispondo alla sua mail del 19 febbraio. La ringrazio per il contributo che ha voluto farci pervenire. E’ con  rammarico che prendo atto che le giustificazioni da me fornite non la convincano, visto che abbiamo bisogno del sostegno di cittadini onesti come lei, specie in questi momenti cruciali per la nostra democrazia. Una cosa è però certa: che se a De Luca gli arriva la condanna, deve dimettersi: se lui non lo fa, gli togliamo subito la fiducia; i cittadini infatti, votando noi, sanno che contano e quindi decidono. Resta il fatto che in Campania ci voleva certamente, e sarebbe stato decisamente meglio, un candidato presidente di rottura e dell’alternativa; e sarebbe stato molto più facile, per noi, correre da soli, non avere problemi e conservare la nostra purezza. Ma è pur vero, lo ribadisco, che se l’Italia dei Valori vuole davvero proporsi come alternativa di governo ed evitare di lasciare la Campania in mano ai Casalesi, non può non allearsi con il Pd, per di più in una regione così importante. Le ricordo che sabato 27 febbraio scenderemo in piazza, nella Capitale, assieme al Popolo Viola per manifestare contro il vergognoso ddl sul legittimo impedimento. Spero di averla con noi. Per ulteriori informazioni:  www.27febbraio2010.org. La ringrazio molto per l’attenzione. Continui a seguirci, vedrà che non la deluderemo.</em></p>
<p><em>Cordialmente,</em></p>
<p><em>Antonio Di Pietro</em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Destinazione Altrove</title>
		<link>http://www.viaoberdan.it/destinazione-altrove</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 23:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[blog di scrittura e narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il borsone era vuoto. Vuoto, sì, non c’erano neanche due calzini spaiati. Era già la terza volta che ci guardava dentro, ficcando la testa nel buio della finta pelle di coccodrillo; nauseante quell’odore di animale morto! Aveva toccato con la punta del naso il fondo, rovistando all’interno di ogni fessura, ispezionando ovunque vedesse un bottone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.viaoberdan.it/trenosudest.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il borsone era vuoto.<br />
Vuoto, sì, non c’erano neanche due calzini spaiati.<br />
Era già la terza volta che ci guardava dentro, ficcando la testa nel buio della finta pelle di coccodrillo; nauseante quell’odore di animale morto!<br />
Aveva toccato con la punta del naso il fondo, rovistando all’interno di ogni fessura, ispezionando ovunque vedesse un bottone, una cerniera, un qualsiasi buco.<br />
Nulla.</p>
<p>Ma era poi davvero suo quel borsone? E se sì, così, vuoto, a che gli serviva?<br />
Si rese conto che, oltre al suo bagaglio, aveva qualcos’altro che era, forse, ancora più profondo.<br />
La mente.<br />
La sua mente era pulita, linda, come se qualcuno vi fosse passato dentro portando con sé un’impresa di pulizie.<br />
Neanche un ricordo, se non quelli strettamente necessari.<br />
<em>- Mi chiamo Palmiro Bentivoglio, ho quarantacinque anni, scapolo, abito in Piazza Leopardi al numero centodue interno tre, faccio l’impiegato, segni particolari un atollo di nei sulla natica destra…</em><br />
Poi… sì, altra cosa. Ricordava l’esatto ammontare del suo conto in banca, il nome di sua madre, il nome del portiere del suo palazzo <em>(Gino)</em>, il tipo d’auto che possedeva e persino il numero della targa!<br />
Ma cosa stesse a fare lì, seduto nella sala d’aspetto di una stazione di chissà quale città, con una borsa vuota in finta pelle di coccodrillo dal metilico puzzo di carogna lasciata a marcire al sole, no, questo proprio non lo sapeva, né riusciva a ricordarselo.<br />
Si frugò nelle tasche.<br />
Documenti, qualche soldo, sigarette, accendino, penna stilografica e un fazzoletto già abbondantemente smoccolato (chiare le macchie giallognole in più punti)…<br />
Nient’altro, però, che potesse spiegargli perché si trovasse lì.<br />
La sala d’aspetto era molto trafficata. Andavano e venivano uomini, donne, bambini, cani; nessuno però che si fermasse, come lui, ad aspettare.<br />
Tutte le sedie, tranne la sua, erano… <em>libere</em> (non volle pensare “vuote”, questo vocabolo cominciava a dargli i brividi).<br />
Alla sua destra c’era la macchinetta del caffè. Pensò che forse bere qualcosa di caldo sarebbe servito a calmarlo e lo avrebbe aiutato a riflettere.<br />
Inserì le due monete necessarie, ma l’apparecchio, quasi a volerlo prendere in giro, gli rispose facendo lampeggiare la luce rossa accanto alla parola</p>
<p style="text-align: center;"><em>VUOTO</em></p>
<p>E gli restituì (almeno) il suo denaro.<br />
Con fare inconsulto prese la borsa e, borbottando imprecazioni irripetibili (soprattutto verso il bagaglio, che non capiva perché se lo stesse portando dietro, vuoto com’era), si diresse verso l’uscita.<br />
Sì, via! Via, via di qui!<br />
Non ricordava dove si trovasse, né perché fosse lì, ma era stufo di aspettare e tremare all’idea di aver perso la memoria e di vagare da chissà quanto tempo da un luogo all’altro come un barbone!<br />
E se… Dio! Se fosse addirittura diventato pazzo? Se fosse in fuga da qualche manicomio?<br />
No, via,via! Via da qui!<br />
Ma, proprio all’uscita, alcune persone lo bloccarono.<br />
- Palmiro!<br />
- Ehi, Palmiro!<br />
- Ma… dove vai?<br />
- Muoviti, che tra poco parte! Dove stai andando?</p>
<p><em>Sconosciuti.</em></p>
<p>Erano tutti dei perfetti sconosciuti.<br />
Li guardava in faccia, li scrutava da capo a piedi, e loro<br />
- Palmiro! Palmiro! Dài, Palmiro!<br />
Non li aveva mai visti prima.<br />
Una terrificante carezza gli percorse la schiena e gli sembrò curvasse giù, fin dentro ai testicoli; pazzo, era diventato pazzo! Peggio! Un mentecatto, uno smemorato, un arteriosclerotico!<br />
Abbassò il capo, premendosi una tempia con la mano. Sudava, e quelli<br />
- Palmiro, tutto bene? Ehi, Palmiro!<br />
- S-sì, tutto bene… io… sono un po’ stanco, ecco…<br />
E pacche sulle spalle, amichevoli buffetti, mani sotto le braccia…<br />
- Ma sì, dài che non è nulla, ti riposerai in treno, il viaggio è lungo, ma vedrai, dormendo arriverai che ti sembrerà di essere appena partito!<br />
Arrivare?<br />
Partire?<br />
Ma dove, ma chi, ma perché?<br />
Insomma, che diavolo gli succedeva?<br />
Si sentì quasi mancare, ma si riprese subito facendo leva sulla forza di volontà: non poteva cedere adesso!<br />
Doveva mantenersi calmo, cercare di capire!<br />
Poi venne lei.<br />
Una donna bellissima, bionda, con la divisa delle ferrovie di stato.<br />
La sua voce calda, leggera, carezzevole, lo chiamò.<br />
- Signor Bentivoglio?<br />
Ipnotizzato da tanta bellezza, lui riuscì solo a balbettare:<br />
- S-sì?<br />
- Forza, la stanno aspettando, il treno è in partenza! Eccole il biglietto.<br />
Ah, finalmente! Il biglietto! Sì, dal biglietto avrebbe potuto capire dove fosse diretto e magari cogliere anche un indizio che lo aiutasse a ricordare perché fosse lì!<br />
Lo prese con tanta foga – stringendolo quasi temesse che qualcuno glielo potesse rubare – che lo stropicciò riducendolo ad una cartaccia.<br />
Ma chi se ne frega! Io voglio leggere la destinazione, io…</p>
<p style="text-align: center;"><em>VUOTO</em></p>
<p>Sul biglietto non c’era scritto nulla.<br />
Ma già lo accompagnavano, tutti, tutti i presenti, adesso, tutti i passanti, uomini, donne , bambini, cani, erano tutti lì che lo salutavano, lo baciavano, e giù pacche sulle spalle.</p>
<p><em>Lo spingevano.</em></p>
<p>Lui, inebetito, terrorizzato, li guardava in viso, tentava di rispondere ad un saluto, ma già ne giungevano altri dieci, tra baci e strette di mano.<br />
Il treno, grigio, era lì che lo attendeva.<br />
Nessuna indicazione sulla fiancata e, ai finestrini… nessuno.<br />
Il treno <em>(no, non voglio più dirla quella parola, nooo!)</em>.<br />
Il treno era vuoto.<br />
Il capostazione baffuto, distinto, vagamente somigliante all’omino della pubblicità del detersivo per lavatrice, gli strinse la mano sorridendo, poi lo invitò a salire.<br />
Tremante, con un sorriso ebete stampato sul volto, Palmiro Bentivoglio salì e , mentre saliva, tutti gridavano:<br />
- Palmiro! Al finestrino, Palmiro!<br />
E Palmiro si affacciò al finestrino.<br />
- Buon viaggio! Scrivi! Riguardati!<br />
E fazzoletti a sventolare, occhi umidi di qualche anziana signora.<br />
I più giovani cantavano:<br />
<em>- Perché è un bravo ragazzoooo! Perché è un bravo ragazzoooo!</em><br />
Palmiro, istupidito, prese a ripetere a tutti:<br />
- Grazie, grazie. Arrivederci.<br />
Ma non lo sentivano, la sua voce era come lo squittìo di un topo capitato per sbaglio nella gabbia dei leoni.<br />
E ancora fazzoletti, ancora saluti.<br />
Poi il fischio. Le porte del treno che si chiudevano, gelando le mani di Palmiro, perché, adesso davvero lo sapeva, non avrebbe potuto più tornare indietro.<br />
Vide la stazione sfilare via prima lentamente, poi sempre più veloce.<br />
I ragazzi correvano insieme al treno salutandolo:<br />
- Ciao Palmiro! Ciao! Ciaooo!<br />
Lui rimase lì, affacciato al finestrino, mentre grosse lacrime gli rigavano il volto. Li vide diventare sempre più piccoli, sempre di più, finchè non scomparvero inghiottiti dall’orizzonte.<br />
Poi la campagna, le autostrade, le case, cominciarono a corrergli davanti agli occhi e fu allora che capì che davvero non c’era più nulla da fare: volente o nolente, era partito.<br />
Si sedette sconfitto, esausto, ancora in lacrime e pose accanto ai suoi piedi quel borsone vuoto dall’odore orribile.<br />
Lentamente scese la sera, senza che il treno incontrasse alcuna stazione.<br />
Palmiro Bentivoglio sospirò, guardando il suo biglietto completamente bianco, che nessun controllore era ancora venuto a vidimare.<br />
Infine, stanco, si addormentò.</p>
<p>Le stelle, lassù, non smisero – no, nemmeno per un attimo –</p>
<p style="text-align: center;"><em>di inseguirlo</em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: right;">© Thomas Pistoia</p>
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		<title>Lacrima</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 02:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[poesie inedite]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[scritti inediti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce silenziosa davanti alla pupilla. Offusca le immagini,  confonde le forme, poi resta lì, come sospesa, funambola sul filo del dolore&#8230; Scivola e, sempre senza far rumore, attraversa lo zigomo, tremolando. E scivola, adesso è sulla guancia ed ha paura: l&#8217;han colta le vertigini mentre scruta il fondo. Ma la discesa è ripida, non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://api.ning.com/files/NVwuNcIb2ujDbpRAktT2zgBsH37YpzhK4Lupi*ESOQOja0uorXniZlJdiAS4dcuYRKa2bvf7j9rV5i76U66LBUvGNYBM-UFU/lacrima1.jpg" alt="" width="300" height="291" /></p>
<p>Nasce silenziosa davanti alla pupilla.<br />
Offusca le immagini,  confonde le forme,<br />
poi resta lì, come sospesa,<br />
funambola sul filo del dolore&#8230;</p>
<p>Scivola<br />
e, sempre senza far rumore,<br />
attraversa lo zigomo, tremolando.<br />
E scivola,<br />
adesso è sulla guancia ed ha paura:<br />
l&#8217;han colta le vertigini mentre scruta il fondo.</p>
<p>Ma la discesa è ripida, non ci sono appigli,<br />
non può resistere di più !<br />
Allora scivola ancora&#8230;<br />
Ancora, sempre più giù.</p>
<p>Si è fermata all&#8217;altezza delle labbra<br />
e barcolla, mentre la bocca si muove.</p>
<p>Si arrende solo all&#8217;ultimo &#8220;ti amo&#8221;<br />
e si sporge verso il vuoto senza aver capito.</p>
<p>L&#8217;avrebbe portata via il vento<br />
se tu non l&#8217;avessi raccolta con un dito&#8230;</p>
<p style="text-align: right;">Thomas Pistoia</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Programma Politico di Democrazia Atea</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 03:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FRAMMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato corsetti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia atea]]></category>
		<category><![CDATA[laicità dello stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Programma Politico di Democrazia Atea www.democrazia-atea.it OBIETTIVI FONDAMENTALI 1.     Abrogazione dei Patti Lateranensi e di tutte le leggi ad essi collegate, che procurano allo Stato del Vaticano un profitto sotto forma di contributi, finanziamenti, erogazioni di qualunque tipo, comunque denominati, concessi o erogati da parte dello Stato o di altri Enti Pubblici, previa modifica dell’art.7 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i1.ytimg.com/i/x-V4DnqcXdG-bJxrgd9SdA/1.jpg?v=830f57" alt="" width="88" height="88" /></p>
<p style="text-align: center;">Programma Politico di Democrazia Atea</p>
<p>www.democrazia-atea.it</p>
<p>OBIETTIVI FONDAMENTALI<br />
1.     Abrogazione dei Patti Lateranensi e di tutte le leggi ad essi collegate, che procurano allo Stato del Vaticano un profitto sotto forma di contributi, finanziamenti, erogazioni di qualunque tipo, comunque denominati, concessi o erogati da parte dello Stato o di altri Enti Pubblici, previa modifica dell’art.7 della Costituzione.<br />
2.     Adozione di leggi sul Testamento Biologico, sull’Eutanasia e sulle Cellule Staminali, scevre da limitazioni etico-religiose.<br />
3.     Adozione della legge sul conflitto d’interesse per coloro che devono ricoprire cariche pubbliche.<br />
4.     Abrogazione delle parole “fondata sul matrimonio” dall’art. 29 della Costituzione: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale”.</p>
<p>OBIETTIVI ETICO-SOCIALI<br />
5.     Difesa e piena attuazione della Legge sull’interruzione di gravidanza (194), con iniziative a tutela della maternità e all’inserimento di programmi educativi nelle scuole, che consentano una sessualità consapevole.<br />
6.     Diffusione di asili nido pubblici con oneri a carico dello Stato, ovvero degli Enti Locali.<br />
7.     Erogazione di un assegno mensile in favore del genitore affidatario dei figli minori in caso di separazione, se non economicamente autosufficiente, delegandone la valutazione al Giudice che pronuncia la separazione.<br />
8.     Pronuncia del divorzio dopo sei mesi dalla pronuncia della separazione e unificazione dei relativi procedimenti.<br />
9.     Potenziamento dell’edilizia economica popolare.<br />
10.            Riqualificazione sociale della figura degli anziani e dei disabili, e loro inserimento in progetti di pubblica utilità. Creazione di strutture d’ospitalità per anziani e disabili ad alta qualità assistenziale, con integrazione dei costi a carico dello Stato. Creazione di una rete assistenziale domiciliare per disabili e anziani, ovvero per persone temporaneamente in difficoltà.<br />
11.            Sostituzione dell’ora di “religione” con l’ora di “storia delle religioni”, i cui insegnanti dovranno essere inseriti nelle pubbliche graduatorie, e dovranno aver sostenuto esami universitari in antropologia.<br />
12.            Abrogazione delle riforme scolastiche e universitarie del Ministro Mariastella Gelmini. Riaffermazione del principio dell’autonomia universitaria. Indizione di concorsi per ricercatori che prevedano l’assunzione, per i vincitori, con contratti a tempo indeterminato, riconoscendone lo status di docenti e favorendone il passaggio al ruolo di professori associati. Piena attuazione del diritto allo studio con ampliamento delle erogazioni in favore degli studenti meritevoli, con il potenziamento dei servizi universitari: mensa, alloggio, sala studio, tariffe di trasporto gratuite tra la residenza e la sede universitaria prescelta, internet, WiFi, borse di studio finalizzate all’acquisto di pc.<br />
13.            Incentivazione al ritorno in Italia di ricercatori scientifici, docenti universitari, medici e altre personalità, concordandone la continuità professionale.<br />
14.            Introduzione del divieto della obiezione di coscienza per medici e farmacisti nel rispetto della libertà di coscienza.<br />
15.            Abrogazione di ogni forma di finanziamento alle scuole private.<br />
16.            Politica della tolleranza nei confronti dell’uso e della diffusione delle droghe leggere. Utilizzo esteso degli oppiacei nei protocolli sanitari. Riforma complessiva della legislazione in tema di sostanze stupefacenti sul modello olandese.<br />
17.            Sensibilizzazione pubblica sui vantaggi della procedura di cremazione. Creazione di inceneritori per ogni cimitero provinciale. Regolamentazione nazionale delle tariffe per la cremazione. Istituzione di sale di commemorazione per i non credenti, in ogni area cimiteriale.<br />
18.            Revisione dei criteri di concessione mineraria; abrogazione della legge sulla privatizzazione delle acque.<br />
19.            Abrogazione del reato di “Offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone” (art. 403 del codice penale).</p>
<p>OBIETTIVI ECONOMICI<br />
20.            Revisione del codice di procedura civile.<br />
21.            Azzeramento della partecipazione delle banche private alla redistribuzione degli utili e del patrimonio della Banca d’Italia. Richiesta alla Banca Europea della redistribuzione degli utili conseguenti alla cessione del diritto di signoraggio.<br />
22.            Introduzione di una tassa sul patrimonio immobiliare di proprietà di cittadini o Stati stranieri, escluse le Sedi Diplomatiche e le Ambasciate.<br />
23.            Abrogazione della norma che ha modificato le conseguenze del falso in bilancio.<br />
24.            Innovazione del tessuto industriale con detassazione degli investimenti in tecnologia e formazione.<br />
25.            Revisione dei criteri di inserimento dei farmaci nei prontuari farmaceutici. Esclusione dai prontuari del Ritalin Metilfenidato. Razionalizzazione della spesa farmaceutica.<br />
26.            Incentivazione dell’agricoltura con la riduzione se non eliminazione delle filiere.<br />
27.            Abrogazione della Legge 30 (Biagi) per porre fine al precariato che mortifica la formazione e frena qualunque ipotesi di sviluppo.<br />
28.            Potenziamento degli ispettori del lavoro.<br />
29.            Incentivazione della mobilità interna nella P.A.<br />
30.            Potenziamento degli ammortizzatori sociali ed estensione dell’assegno di disoccupazione a tutte le categorie di lavoratori con erogazione entro 30 giorni dalla richiesta e con obbligatorietà per il beneficiario di accettare qualsiasi nuovo impiego proposto dallo Stato.<br />
31.            Obbligatorietà della concertazione con tutte le organizzazioni sindacali per la definizione di tutti i contratti di lavoro, fino a quando non sarà applicato un Contratto di lavoro europeo.<br />
32.            Controllo sulla destinazione effettiva dei fondi erogati dallo Stato in favore delle imprese, al fine di verificare se il loro utilizzo abbia o meno salvaguardato i posti di lavoro.<br />
33.            Equiparazione alla media europea degli stipendi dei dipendenti pubblici, compresi gli insegnanti, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco.<br />
34.            Inserimento di un tetto allo stipendio dei manager pubblici.<br />
35.            Nomina dei Direttori generali delle ASL e della RAI con pubblici concorsi per titoli ed esami.<br />
36.            Adozione per le forze di polizia di un codice deontologico unitario con la creazione di una Commissione Disciplinare interforze che ne verifichi e sanzioni la eventuale disapplicazione.<br />
37.            Progressiva sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con quelle alternative, escluso il nucleare. Dismissione delle centrali nucleari in disuso.<br />
38.            Equiparazione della legislazione italiana a quella tedesca per la gestione della energia fotovoltaica.<br />
39.            Implementazione del modello adottato dal Comune di Peccioli (Pisa) per lo smaltimento dei rifiuti.<br />
40.            Attuazione di un programma di lavori pubblici che renda prioritario il rifacimento della rete ferroviaria nazionale, sia delle tratte principali che delle tratte secondarie. Adeguamento della rete ferroviaria alle necessità dei collegamenti transnazionali. Potenziamento del trasporto merci su rotaia e depotenziamento del trasporto su gomma.<br />
41.            Eliminazione della tassa sulla proprietà degli autoveicoli e abrogazione dei pedaggi autostradali.<br />
42.            Riorganizzazione e potenziamento della rete internet (banda larga e WiFi gratuito). Obbligatorietà di una tariffa telefonica unica, non superiore a € 30,00, che includa traffico illimitato per telefonia fissa, mobile e adsl.<br />
43.            Cancellazione del canone telefonico.<br />
44.            Riforma della Rai sul modello anglosassone (BBC Network).<br />
45.            Cancellazione del canone Rai e liberalizzazione delle concessioni di pubblicità.<br />
46.            Cancellazione dell’Ordine dei giornalisti.</p>
<p>OBIETTIVI POLITICI<br />
47.            Acquisizione al patrimonio dello Stato dei beni confiscati alla mafia e alle altre organizzazioni criminali.<br />
48.            Abrogazione della destinazione dell’8 per mille in favore delle organizzazioni religiose. Destinazione dell’8 per mille alla ricerca scientifica. Destinazione del 5 per mille ad associazioni, riconosciute o non riconosciute, fondazioni o altro purché abbiano sede legale nello Stato Italiano.<br />
49.            Revisione dei criteri di incompatibilità e di ineleggibilità alle cariche elettive. Divieto di elettorato passivo per coloro che hanno riportato condanne penali di particolare gravità. Introduzione del limite a due soli mandati per i parlamentari.<br />
50.            Modifica della legge elettorale al fine di eliminare lo sbarramento al 4% e al fine di reintrodurre il sistema delle preferenze nominali.<br />
51.            Abrogazione degli automatismi nella determinazione degli avanzamenti di stipendio dei parlamentari. Trasparenza e pubblicità delle spese sostenute dai parlamentari e dai rappresentanti del Governo. Introduzione di un tetto di spesa.<br />
52.            Esame prioritario, nei lavori parlamentari, delle leggi di iniziativa popolare.<br />
53.            Revisione degli artt.114, 118, 119, 132, 133 della Costituzione finalizzata alla soppressione delle Province.<br />
54.            Riaffermazione da parte della Magistratura dell’utilizzo dello strumento della intercettazione ambientale, telefonica e telematica, senza limitazione alcuna.<br />
55.            Riaffermazione del principio di unità della Magistratura con il mantenimento della separazione delle funzioni in via permanente.<br />
56.            Potenziamento delle Procure a rischio e indizione di concorsi.<br />
57.            Adozione dei criteri di accoglienza e di integrazione suggeriti alla Comunità Europea con le Direttive del 2003. Revisione degli accordi con i paesi di provenienza per un miglior controllo dei flussi migratori. Abrogazione degli accordi stipulati con la Libia nel 2009.<br />
58.            Erogazione di finanziamenti finalizzati allo sviluppo dei paesi di provenienza degli immigrati.<br />
59.            Superamento del concetto di multiculturalismo e di multiconfessionalismo, e affermazione di un processo di evoluzione interculturale.<br />
60.            Abrogazione della legge cosiddetta Bossi-Fini e attuazione integrale della legge Napolitano-Turco.<br />
61.            Abrogazione della norma che istituisce le cosiddette “ronde”.<br />
62.            Elaborazione di una norma penale che impedisca l’applicazione di attenuanti per motivi culturali, etnici e religiosi.<br />
63.            Imposizione proporzionale della tassazione fiscale.<br />
64.            Apertura delle strutture carcerarie già edificate e mai ultimate. Riorganizzazione delle strutture carcerarie esistenti, adozione di iniziative di riabilitazione attraverso il lavoro e lo studio, in vista di un reinserimento nella società. Indagine conoscitiva sullo stato di violazione dei diritti umani all’interno delle strutture carcerarie italiane.<br />
65.            Abrogazione del segreto militare sul censimento e sulla mappatura delle basi militari straniere sul territorio italiano, rendendo disponibili i dati sul sito del Governo, previa revisione dei trattati internazionali già sottoscritti.<br />
66.            Ritiro immediato dei militari italiani dall’Iraq e dall’Afghanistan. Possibilità per lo Stato Italiano di utilizzare le forze militari solamente in caso di disastri e calamità naturali.</p>
<p>Richiedi il PDF del Programma Politico di Democrazia Atea<br />
e partecipa alla campagna di tesseramento:<br />
www.democrazia-atea.it</p>
<p>Vedi e ascolta le interviste a Carla Corsetti<br />
Segretario Nazionale di Democrazia Atea:<br />
www.youtube.com/user/democraziaatea</p>
<p>Carla Corsetti su facebook:<br />
www.facebook.com/search/?ref=search&amp;q=carla%20corsetti&amp;init=quick#/profile.php?id=100000520958055&amp;ref=search&amp;sid=100000153074549.657861029..1</p>
<p>Per informazioni tel. 3393188116<br />
Fonte: Democrazia Atea www.democrazia-atea.it</p>
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