C’è qualcuno che ha deciso
c’è qualcosa di preciso
c’è nell’aria un certo suono
un sinistro e sordo tuono
e se adesso è col sorriso
empio di cinismo intriso
gli stranieri che gentaglia
fuori dalla nostra Italia
Tu alza il pugno e tieni duro
GRIDA NO
Amici stiamo bene attenti
perché già di questi tempi
cambian pagine di storia
e la bugia diventa gloria
Fatti forza e alzati in piedi
credi solo a ciò che vedi
GRIDA NO
Se sei povero o studente
casalinga o benestante
non importa un accidente
se sei ateo oppur credente
se hai dieci anni oppure cento
ma sei sempre controvento
non temere, tieni duro
GRIDA NO
E se un giorno ti diranno
che la colpa è dei diversi
negri, ebrei, omosessuali
all’origine dei mali
e se a scuola rideranno
al tuo spirito ribelle
ai tuoi gesti solidali
ai tuoi sogni mai uguali
Fatti forza e alzati in piedi
GRIDA NO
Quante sono le cazzate
che ci vengon propinate
da tv, radio, giornali,
dalle multinazionali
che costringono la gente
a piegarsi lentamente
alla logica del più forte,
all’abitudine, alla morte
Fatti forza, alzati in piedi
GRIDA NO
Se sei donna e non velina
se sei uomo e sei pensante
se hai la dignità sopita
di una libertà perduta
se hai dieci anni oppure cento
ma sei sempre controvento
non temere, tieni duro
GRIDA NO
Se politici corrotti
sia di destra che sinistra
delinquenti e poi mafiosi
ladri e malavitosi
han buttato ‘sto paese
nella polvere e nel fango
Io non scappo, lotto, rimango
GRIDO NO
GRIDO NO
GRIDO NO
Monica è una maestra che ha deciso di parlare nonostante una circolare del direttore dell’ufficio scolastico regionale per l’emilia-romagna intimasse tutti gli insegnanti a non fare critiche di nessun tipo nei confronti degli atti del governo riguardanti la scuola. Ringraziamo Monica per averci autorizzato a divulgare questo filmato nel nostro canale, ma soprattutto la ringraziamo per le verità che ci racconta in questo video.
Se tuo figlio, per esempio, fosse stato giustiziato nel Texas, tu cosa ne penseresti di un gruppo di fanatici che vanno ad attaccare piccole sedie elettriche da tutte le parti ?
DonZauker.it
presenta
una produzione Paguri Entertainment
scritto da: Emiliano Pagani e Daniele Caluri
riprese e montaggio: Enrico Battocchi
musica: Carlo Bosco
postproduzione video: Alessandro Izzo
postproduzione audio: Alberto “Abi” Battocchi
Silvio Berlusconi, il membro dell’Agcom Giancarlo Innocenzi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini sono indagati per concussione dalla procura di Trani, l’inchiesta è nelle mani del sostituto procuratore Michele Ruggiero. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza. I magistrati della Procura non hanno voluto commentare la notizia: “Oggi e domani non diciamo nulla, è inutile fare domande”.
Il retroscena. Il premier voleva mettere il bavaglio ad Annozero. Lo scrive oggi in prima pagina il Fatto Quotidiano, citando l’inchiesta, durante la quale – in maniera del tutto casuale – sarebbero state intercettate le telefonate che dimostrerebbero le pressioni e gli interventi di Berlusconi contro la trasmissione di Santoro.
Nelle intercettazioni che risalirebbero a circa tre mesi fa, legate a un’inchiesta su carte di credito e tassi di usura, si leggono, a margine del fascicolo, i nomi di Berlusconi, Giancarlo Innocenzi (membro dell’Agcom) e del direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Tutti, secondo il Fatto, discutono della tv pubblica e dei suoi talk show. “La procura – scrive il giornale – ascolta in diretta le pressioni e le lamentele del premier per Annozero. Rivolte al membro dell’Agcom Giancarlo Innocenzi”. Con inviti molto espliciti a chiudere il programma. In un’altra di queste telefonate il presidente del Consiglio si lamenta della presenza del direttore di Repubblica Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari in un’altra trasmissione da lui odiata, Parla con me, condotta da il presidente del Consiglio si lamenta della presenza del direttore di Repubblica Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari in un’altra trasmissione da lui odiata, Parla con me.
Innocenzi avrebbe rassicurato il premier sulla “soluzione” del problema. E visto che per agire contro Annozero l’Agcom deve ricevere degli esposti, lo stesso Innocenzi si sarebbe detto disponibile a mobilitare alcuni suoi funzionari come consulenti sulla materia. Altrettanto clamorose le telefonate di Innocenzi al dg della Rai, Mauro Masi, in cui lamenta le continue pressioni del premier: “Nemmeno nello Zimbabwe”, è il commento del direttore generale.
Disponibilissimo a venire incontro alle esigenze del capo del governo, sulla base delle rivelazioni del Fatto, è il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che Berlusconi chiama “direttorissimo”, e che si sarebbe detto pronto a intervenire, ad esempio, sul caso Spatuzza: e infatti il giorno dopo in tv arriva il suo editoriale, in cui definisce “bugie” le parole del pentito di mafia.
Le reazioni. “L’Agcom è un’autorità indipendente e autonoma che non ha mai esercitato censura preventiva – dichiara il presidente Corrado Calabrò – Noi parliamo attraverso i propri atti e questi atti dimostrano inequivocabilmente la sua indipendenza e autonomia di giudizio”.
Si chiama fuori anche Minzolini: “Non so di cosa si parla, non ho ricevuto nesssun avviso di garanzia e quale è il reato? Berlusconi mi avrà telefonato due o tre volte, non di più e comunque quanto Casini e gli altri. Siamo alla follia, credo di essere la persona più cristallina del mondo, quello che penso lo dico in tv”. “Tutto questo è demenziale, insulso, è un’intimidazione, ma non funziona assolutamente. Di fronte a una cosa del genere io vado ancora più dritto – continua il direttore del Tg1 Augusto Minzolini – Poi io con Santoro non c’entro nulla, faccio un’altra cosa, sono da un’altra parte”.
Si difende con veemenza anche Giancarlo Innocenzi che annuncia querele e contesta “le illazioni” sottolineando “l’assoluta inconsistenza delle intercettazioni e l’illiceità della loro pubblicazione”.
In una repubblica chi è la nazione? Forse il governo al potere? Beh, il governo è solo un servitore temporaneo; non può determinare cosa sia giusto e cosa sbagliato e decidere chi sia un patriota e chi no. La sua funzione è obbedire agli ordini, non impartirli. Chi è allora la nazione? La stampa? No, è solamente parte della nazione. Non detiene il comando. In una monarchia la nazione è il re. In una repubblica, la nazione è la voce collettiva della gente. Ognuno di voi prendendosi la propria responsabilità, deve parlare per se stesso. È una responsabilità solenne e pesante, a cui non possono farci rinunciare le pressioni dei predicatori della stampa, del governo o degli slogan politici. Ognuno deve decidere da solo cosa sia giusto o sbagliato. Quale soluzione sia patriottica e quale no. Se ci si sottrae a questo, non possiamo definirci uomini. Andare contro le tue convinzioni significa tradire te stesso e il tuo paese, lasciarsi etichettare dagli altri. Se tu unico in tutta la nazione sceglierai una strada, giusta secondo la tua idea di giustizia, avrai fatto il tuo dovere nei confronti del tuo paese. Tieni alta la testa, non hai nulla di cui vergognarti
«Tirannide indistintamente appellar si debbe ogni qualunque governo in cui chi è preposto all'esecuzione delle leggi può farle, distruggerle, interpretarle, impedirle, sospenderle o anche soltanto eluderle con sicurezza di impunità.
E quindi o questo infrangileggi sia ereditario o elettivo, usurpatore o legittimo, uomo buono o tristo, uno o molti, ad ogni modo, chiunque ha una forza effettiva che basti a ciò fare è tiranno, ogni società che lo ammetta è tirannide, ogni popolo che lo sopporta è schiavo.»
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
L’Aquila, corre sul web la rivolta della carriole (27 febbraio 2010) -
Si sono dati appuntamenti per domani, proprio nel centro di L’Aquila, il capoluogo colpito dal sisma. “Andremo in piazza con le carriole per rimuovere le macerie“, annunciano gli organizzatori che continuano a raccogliere adesioni con appelli su Facebook e distribuendo volantini nelle piazze e nei bar. L’appuntamento è fissato per domani mattina alle 10 in piazza Duomo.
L’hanno già ribattezzato la Rivolta delle Carriole e sono gli stessi che una settimana fa invasero il centro del capoluogo abruzzese mettendo le loro chiavi attaccate a dei lucchetto proprio nella zona rossa, rivendicando come il governo e chiunque altro se ne debba occupare non sta minimamente pensando alla ricsotruzione.
Il questore dell’Aquila, Stefano Cecere ha convocato i fondatori di due gruppi nati su Facebook, che sfiorano i 7 mila iscritti. Un incontro per avvisare tutti: la polizia bloccherà l’accesso a piazza Palazzo dove si era svolta la prima protesta. Racconta Alessandro Tettamanti, del comitato 3 e 32: “Solo ora scoprono che il centro è a rischio crolli. La verità è che ci temono, sanno che saremo tanti“. “Stiamo pensando a soluzioni alternative - spiega Mattia Lolli, un altro esponente del comitato - potremmo occupare un’altra zona a sorpresa. Di macerie da rimuovere ce ne sono tante“.
In attesa della protesta di domani, quattrocento sfollati ospiti della caserma di Capomizzi dell’Aquila, sono stati sgomberati. Devono liberare i posti che saranno messi a disposizione degli studenti dell’università. Un atto che non piace neanche agli stessi studenti: “Non vogliamo venire qui - spiega Maria Del Conte, studentessa - se vuol dire cacciare delle famiglie aquilane“.