Il Modello è Lady Oscar

26 Aprile 2011 2 Di thomas

E a volte di nascosto vi guardo, figlie mie.
Mi brillate negli occhi come due stelle.
Mi passate la vita attraverso un sorriso, una corsa nel vento; e mi restituite dal niente il tempo che scorre, come se tempo non passasse mai.
Mi fiorite davanti ora bambine, domani già donne.
Vi immagino.
Come sarete ?
Belle come la mamma. O forse di più.

Vi immagino adulte: capelli lungo le spalle, i seni cresciuti, le forme sinuose e rotonde; su labbra di baci e parole canterete amore e fortuna. E io sono uomo, padre orgoglioso.
Ma coltivo paura.

Perchè siete immense, come tutte le donne, perchè sarete domani desiderio e dispetto, invidia e conquista.

Vorrei spiegarvi gli uomini, bambine mie, ma non so parlare di questo,
Posso dirvi soltanto che in tempi diversi avreste sofferto.
Dalle bisnonne alla mamma quanto tempo è passato ?

C’è stato un tempo di contadine curve nella terra e casalinghe segregate in cucina.
C’è stato un tempo di matrimoni combinati o proibiti, di dote e corredo.
C’è stato un tempo di notti di nozze e lenzuola macchiate di sangue, stese al sole al mattino.
C’è stato un solo destino: dal padre al marito.
Ci sono state donne che non hanno mai pigiato su un accelleratore, donne a cui nessuno ha insegnato a leggere e scrivere, donne senza un lavoro, senza una carriera.

C’è stato un tempo senza diritto di voto.

Voi, piccole mie, siete il frutto di lotte perenni e vivete libertà che vi fate banali.

Quello che oggi succede in paesi lontani, in altre culture, un tempo è stato anche da noi.

Perchè ?

Beh, forse perchè ogni donna è preziosa come un tesoro. Allora – pensavano – teniamocela stretta che non possa scappare…

Sì, non so spiegarvi gli uomini, proprio non so.
Egoisti, prepotenti, violenti, insensibili.

No…
Forse solo piccoli.
Incapaci di tenere nelle loro mani rozze e nodose la grazia e la bellezza, senza rovinarle mai.

Il tempo è trascorso. Le donne sono passate dalle case, agli uffici, fino alle imprese, alla politica, sì. Ma si portano appresso ancora quel non so che di patito, quel sentore lontano di pregiudizio meschino.

Bambine mie, voi siete sesso debole.
In ogni uomo resta ancora un sogno incompreso, un traguardo lontano.
Gli uomini possono amare le donne. Ma non le stimano. Pensano ancora alla costola di Adamo, sentono un’ atavica appendice, dentro, nel loro profondo.

Spesso mirano allo spazio compreso tra una coscia e l’altra e non guardano altro.
Gli uomini sono impotenti.
Come spiegarvi ?
Come aiutarvi, come mettervi in guardia…

C’è uno vuoto tra l’uomo e la donna che divide due mondi simili e lontani… Da grandi capirete che non è la distanza che unisce corpi tra le lenzuola, no…
E’ il modo piuttosto di guardare le cose.

Guardate vostra madre. Prima che io stia per uscire mi scova la grinza al pantalone, il nodo storto alla cravatta, il punto di tiraggio preciso di un maglione… Sembra banale. Ma l’implacabilità del suo occhio è quella di tutte le donne, che stanano il dettaglio… e si elevano a poesia.

Una donna si incanta davanti un tramonto. Anche l’uomo può farlo. Ma soltanto la donna noterà in un punto lontano, una sfumatura di rosso diversa, più accesa, forse più triste e cadente…
E’ il senso della poesia che c’è in ognuna di voi. Tra gli uomini possono accostarsi a questo vostro guardare, con animo pulito, soltanto – appunto – i poeti.

E’ forse questo vostro potere a confonderci, oppure vi invidiamo il dono di far nascere la vita, di poterla custodire, di restare primo e spesso ultimo nome – sacro, fisso, inviolabile – che esce dalla nostra bocca.
Anche chi è abituato alla guerra, al sangue, alla polvere da sparo: il soldato, il poliziotto, il criminale, l’agente segreto, il mercenario… quando vedono sgorgare a fontana dal loro stomaco il flusso di una ferita e si guardano le mani che la premono, orribilmente rosse, non possono fare a meno di contorcersi e mormorare, gridare, piangere, il nome più importante della loro esistenza…

Mamma

La porta da cui gli uomini entrano alla vita.

Il rispetto dovrebbe partire da qui. Dal pensiero che ogni donna, anche la più bambina, è come nostra madre.

Invece no. La storia non cambia. Non cambia mai nulla. Forse solo le parole.

Ora si usa l’inglese.

Stalking

Quando l’uomo che ti fa del male ce l’hai in casa e tu lo ami talmente tanto che lo hai sposato o hai scelto di conviverci.
E’ lo stupro peggiore, perchè rende l’amore un incubo.

Lo stalking spesso uccide.

Lo stupro, del semplice balordo, del branco, o di guerra è sempre esistito.
Lo stalking è un modo nuovo di chiamare la violenza o l’omicidio in famiglia, anch’essi sempre esistiti.

La legge sullo stalking.

Bambine mie, gridate al miracolo quando nasce una legge per proteggere le donne !
Sono rare e così poche !
Sono banali e così assenti !

Capite adesso perchè ho paura ?
Crescerete e avrete bisogno di me. Saprò aiutarvi ? Proteggervi ?
Saprò ascoltarvi ?

La voce di una donna è come il rumore del mare. L’orecchio dell’uomo dovrebbe contenerla perenne, facendo da conchiglia.

Ma spesso siamo solo orecchie da cori allo stadio, su pantofole da soggiorno, pigiama, e birra sul tavolino.

Continuiamo a comportarci come se voi foste nostre.

E quando vi stancate e vorreste andare via…

Stalking

Vi uccidiamo

Non perchè sono padre, ma perchè sono uomo, cerco la soluzione.

E ora ce l’ho. Finalmente l’ho trovata,
Ora so cosa insegnarvi, so come prepararvi, so come allenarvi…

Bambine mie…

Il modello è Lady Oscar

Lady Oscar, sì, l’eroina dei cartoni animati.
Il buon padre voleva un maschietto, ma ahimè sei nata tu…
No, io non volevo ad ogni costo un maschietto. Io e vostra madre non abbiamo voluto sapere il vostro sesso da un’ecografia. Abbiamo aspettato. Eravamo felici del vostro arrivo e tanto bastava, maschio o femmina non faceva alcuna differenza.
Il papà di Lady Oscar invece voleva un maschietto. Per questioni di eredità del titolo nobiliare o forse solo perchè era uno stronzo maschilista. Comunque…
Nasce una bambina bionda e bellissima, l’ottava o la nona delle sue figlie femmine, lui sulle prime si dispera, poi ecco la soluzione.
Sarà educata come un maschio ! Si chiamerà Oscar François !

Ecco.
La mia idea non è così radicale, ma…
Il modello è Lady Oscar.

Fare in modo che nessuno possa dirvi “tu non puoi fare questo perchè sei una donna”.
Fare in modo che nessuno possa farvi del male approfittando del vostro essere donne.

Mi sono documentato.
Ho riguardato su Youtube tutte le puntate di Lady Oscar.

Che spadaccina !
Quei maschi presuntuosi che si buttano contro di lei brandendo la spada come un simbolo fallico, convinti che è solo una donna, che ora non solo la disarmano, ma (nella loro testa) se c’è il caso a fine duello una bottarella gliela danno pure !
E lei, tranquilla, veloce, fredda come il ghiaccio… Era qui, dov’è finita ?
Tac, tac, tac… In un secondo si ritrovano disarmati con la punta della spada di Oscar che preme sulla loro gola !
E lei sorride dal profondo dei suoi occhi chiari come il cielo…
Poi c’è quel nobilastro che la schiaffeggia con il guanto e la sfida a duello con la pistola. E organizza in modo che dopo i venti passi, al momento di girarsi, il sole si rifletta negli occhi di Oscar in modo che non possa mirare… Ma lei mica è scema, se ne accorge ! E al momento di voltarsi scarta di lato e spara precisa – Pum – sulla mano dell’avversario.
E quando il cavallo di quella rimbambita di Maria Antonietta si imbizzarrisce e comincia a correre come un forsennato ? Guardate, guardate con che grazia Oscar balza da una groppa all’altra, afferra sua maestà e si tuffa nel fiume !

Eh ?

Scusate, figlie mie, forse ho divagato un po’…

Ma, insomma, è questo che intendevo.

Non vi impedirò di giocare con le bambole.
Ma sappiate tirare un calcio ad un pallone.
Più grandi vi passerete cosmetici sulle labbra e sugli occhi o impazzirete per la stoffa variopinta di un abito da sera.
Ma sappiate infilare la testa nel cofano di un auto, sappiate brandire un martello anche solo per un chiodo nel muro.

Sappiate fare a pugni.

Andate nelle palestre e imparate a rendere il vostro corpo un’arma pericolosa. Quello stesso corpo che gli uomini bramano, che cercano di avere ad ogni costo. Che possano averlo soltanto se voi ne ricambiate il piacere.
Altrimenti…

Il modello è Lady Oscar.

Che le vostre mani scattino veloci, chiuse a pugno, e si abbattano terribili rompendo nasi e facendo saltare denti…
Che i vostri gomiti precipitino dall’alto verso il basso smontando mascelle, che le vostre ginocchia… oh, le vostre ginocchia… Sapeste che suono meraviglioso fa l’impatto di una rotula su due insulsi testicoli !

Avrete sempre lo stesso vantaggio di Madamigella Oscar: il convincimento del vostro avversario maschio che siete più deboli, innocue, che non potete contrastarlo. Ne gusterete l’espressione di dolore misto a sorpresa, quando comincerà a sanguinare, quando si renderà conto che è lui, invece, il più debole.

Oh Lady, Lady, Lady Oscar
La tua spada fischia, non delude mai

Perchè è questa la vera forza !
Ma quale sesso debole !
Chiedete ad un uomo di fare le cose che fa una donna. Non ne avrà le capacità, il coraggio, l’intelligenza. Si renderà ridicolo.

Chiedete ad una donna di fare l’uomo. Non avrà problemi, anzi… Saprà far meglio.

Il modello è Lady Oscar, figlie mie, non scordatevelo mai.
Rasenta la perfezione.
Contiene in sè il mondo stesso, riunisce le contraddizioni, le riveste di grazia e dolcezza in una comunione impalpabile di energie positive e vibranti.
Oh, che donne meravigliose sarete !

E un giorno verrà, sì, verrà anche per voi…
Un André.
Un uomo innamorato perdutamente di ciò che siete, per quello che siete. Un uomo disposto a donarvi la vita, senza pensarci un secondo, senza alcun dubbio.
Ve lo auguro bambine mie, ve lo auguro di cuore.
Ma non so se nel mondo reale un Andrè esiste davvero.
Forse no.

E forse… Forse sto sbagliando anch’io.
Perchè “una rosa è una rosa anche se essa sia bianca o rossa. Una rosa non sarà mai un lillà”.
Forse Lady Oscar è semplicemente un’altra vittima. Forse diventare come lei significa chinare il capo una volta di più al cospetto dell’uomo, accettare che il modello sia comunque maschile.

Non so.
Forse basterebbe incontrarsi e prendersi per mano. Guardarsi negli occhi…

Sì, figlie mie, non ascoltatemi, cancellate tutto quello che ho detto.
Perchè sono un uomo anch’io, sono piccolo e stupido.
La soluzione è qui, è sempre stata qui, è sempre la stessa, da quando siamo al mondo, non è mai cambiata.
L’amore, il rispetto.

E ogni donna sarà libera.
E anche voi sarete libere.

Potete farcela. Possiamo farcela.
É una lunga strada che comincia sull’asfalto e prosegue su un arcobaleno. E’ una storia colma di atrocità e sacrifici che passa anche attraverso il vostro domani.

Non Lady Oscar, ma donne e uomini nuovi. Capaci di amarsi per sempre, per davvero.

Siate donne, figlie mie, in tutto e per tutto, come meglio vi aggrada, siate sempre voi stesse, sempre diverse.

Non arrendetevi mai. Non chinate mai la testa di fronte a nessuno, uomo o donna che sia.

Non fatevi cambiare.

A volte di nascosto vi guardo.
In un bacio spezzato di cielo, fuggendo su un prato, mi donate gioia e tremore. Nella vostra risata mi perdo, come se il gioco che fate qui accanto fosse l’unica musica al mondo…
E mi pulsa nel sangue la voglia che siate sempre felici.

Donne.
Felici.

Termini a volte in contraddizione.

Ma un giorno ci sarà un Andrè che vi porterà via su un cavallo bianco.

Perchè il modello non è Lady Oscar. Non lei da sola.

Il modello è Lady Oscar e Andrè, insieme.

Un uomo e una donna,
In gioia e dolore.
Tra alterne fortune.
Per poco e per sempre.

Come… Come faceva quella canzone ?

Oh Lady, Lady, Lady Oscar

Tutti

fanno festa

Quando

passi tu

©Thomas Pistoia

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