Intervista a Pasquale Ruju, uno degli autori di Dylan Dog (8 maggio 2009)
Posted on maggio 8th, 2009 in No Comments »
Per presentarvi Pasquale Ruju – date le sue diverse attività – forse sarebbe più facile invitarvi a consultare la sua pagina su wikipedia ![]()
Cerchiamo di sintetizzare noi il personaggio, dicendovi che è laureato in architettura, doppiatore in soap opera e cartoni animati, attore, nonchè esponente tra i più apprezzati dello staff di autori di Dylan Dog.
E’ di quest’ultima sua occupazione che vi parleremo, non tralasciando di documentare che si è cimentato per la Bonelli anche con Tex e Nathan Never, proponendo poi ai lettori anche una miniserie di sua creazione, quella del giustiziere marsigliese Demian (un’altra miniserie si mormora sia in preparazione).
Per Dylan Dog Pasquale Ruju ha scritto storie tra le più straordinarie, alternando all’azione e all’avventura, momenti densi di emozione e malinconia. Citiamo fra tutte Scanner e La Piccola Morte; L’eterna Illusione, o ancora Il Canto della Sirena…
Le storie – tra serie regolare, speciali e maxi – sono molte, per cui inutile farne qui un elenco; è sufficiente darvi la certezza che sono tutte sì avvincenti, ma anche profonde, intense e a tratti delicate.
In bilico su un filo, sospesi in equlibrio sul confine tra giornalismo e fanatismo Dylaniato, abbiamo posto a Pasquale alcune domande:
viaoberdan.it è un blog dedicato a chi ama leggere. Per cui la prima domanda d’obbligo è: quali sono le letture preferite di Pasquale Ruju?
Sono un lettore abbastanza vorace, e un po’ tutto mi incuriosisce. Da molti anni ho una predilezione per il noir, italiano, francese e americano. Izzo, Benaquista, Camilleri e Lansdale sono fra le mie letture (o riletture) predilette in questo periodo.
Cosa significa per te scrivere ?
Fare il lavoro più divertente del mondo.
Riconosci di aver apportato un tuo particolare stile alla tradizione Dylaniana? Quali sono le storie da te realizzate che pensi abbiano contribuito alla tua riconoscibilità stilistica?
Ho cercato di mantenere una mia coerenza di autore, scrivendo su Dylan come su Tex, Nathan Never o altre testate.
Ho ovviamente i miei temi preferiti e il mio stile, che è differente da quello di altri sceneggiatori, ma che in una serie come Dylan Dog può essere loro complementare.
Mi spiego meglio: il mio Dylan è sicuramente più avventuroso di quello di Paola Barbato, e meno “fantasy” di quello di Claudio Chiaverotti. Ognuno di noi ha dato una propria visione del personaggio, senza per questo tradirlo. E tutte queste visioni messe insieme possono costituire diverse “facce” di Dylan, contribendo ad arricchire la testata.
Il fatto che siano interpretazioni personali – e non tentativi di copiare lo stile di Tiziano Sclavi, che su Dylan è a mio parere
inarrivabile – è comunque anche una forma di rispetto nei confronti dei lettori.
Quanto alle storie: credo che Il vicino di casa, L’altro e L’eterna illusione mi rappresentino abbastanza. Ma potrei citarne parecchie altre.
Una storia di Dylan Dog scritta da un altro autore che ti è piaciuta in modo particolare.
I Vampiri di Tiziano Sclavi.
Un disegnatore di Dylan Dog con cui non hai ancora lavorato e con il quale ti piacerebbe lavorare.
Mi pare di aver lavorato con tutti
Cosa ti colpisce di più di Dylan Dog? Quale tra i comprimari è più nelle tue corde?
Per non ripetermi troppo: l’identificazione che permette un personaggio come Dylan, rispetto ad altri eroi bonelliani. Fra i comprimari…
Ovviamente Groucho!
Un personaggio della Bonelli, escluso Dylan Dog, che ti piace particolarmente e perchè.
Direi ultimamente Lilith, di Enoch. Mi incuriosisce molto.
Dylan Dog affronta spesso situazioni sì orrorifiche, ma anche, in un certo senso, “politiche”, in cui al mostro di fantasia si affianca quello umano, realistico, potente e burocrate (in albi come Gli Uccisori, I Vampiri, Caccia alle Streghe, ecc.). Non credi che in queste occasioni Dylan abbia assunto agli occhi del pubblico una connotazione politica se non precisa, almeno probabile ?
Per intenderci: Dylan Dog non sembra di destra…
Il personaggio è stato creato e “costruito” da Tiziano Sclavi. E nemmeno lui sembra molto di destra…
Una tua definizione di censura.
La presunzione di voler insegnare qualcosa agli altri impedendogli di imparare.
Puoi darci qualche anticipazione esclusiva della tua nuova miniserie?
E’ un po’ presto, per parlarne… Sarà una serie di stampo noir, ma molto diversa da Demian. Forse più “cattiva”.
Dov’è adesso lo Zio Eco (personaggio dell’albo “Scanner” n.d.r) ? Tornerà prima o poi ?
Non lo so… Ma chissà, potrebbe non essere un male andare a cercarlo…
A cura di Thomas Pistoia e Marco Frosali



