Quello che ho perso è il gusto o lo sfizio di lasciare aperte le porte a ogni vizio.
Bere, fumare e far dell’amore un gioco bastardo. Tirare al biliardo e centrare la buca.
Centrare la buca…

Quello che ho perso è il gesto malsano di farmi del male per sentire la mano, gelida, forte e senza coscienza della vita che corre.
Andar giù dalla torre e attendere il tonfo.
Attendere il tonfo…

Ma quello che ho lasciato dietro all’angolo di strada è più del rombo di un motore o del furto di un amore.
E’ più del folle assurdo oblìo dato da bicchieri pieni, o da seni sconosciuti di una donna che non c’è.

Quello che…

Quello che ho perso è l’incognita, il caso, di seguire ogni odore che giungeva al mio naso…
Foss’anche pelo, liquore, fumo o più dolce profumo, cercando qualcuno su cui fare una storia.
Fare una storia…

Quello che ho perso son le tante domande che quasi a dispetto mi han fatto più grande.
Non so quando torno, se torno… e mi chiedevo perché per chi viene con me c’è una porta già chiusa.
Una porta già chiusa…

Ma quello che ho lasciato in fondo al tunnel del passato, non vale i tuoi capelli al vento…
Ogni tuo sorriso o pianto…
Non vale il canto dei tuoi occhi accesi su quel mare che c’è in te…
O la tua voce che mi sveglia e mi fa pensare che…
Tra le cose che ho perso…
Io ho vinto te

Tra le cose che ho perso

Io ho vinto te

©Thomas Pistoia

N.B. Vietata ogni riproduzione anche parziale senza la citazione del nome dell’autore.


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