Zero Resto di Sergio Covelli
Posted on gennaio 6th, 2009 in No Comments »
Un pesante e angoscioso senso di assoluta libertà si sprigiona pagina per pagina da questo romanzo che ha per palcoscenico un mondo che ruota attorno tre amici (o “fratellini”), appassionati praticanti di quella disciplina misteriosa ed assurda che gli esperti degli sport aerei chiamano “parapendio”.
Sembra subito evidente al lettore che tanto la disciplina pericolosa e affascinante, quanto il contesto sociale semplice e a tratti goliardico in cui si svolge la vicenda siano adoperati solo come semplici strumenti narrativi per inquadrare il pensiero alla base della storia, reso magistralmente dalla formula lapidaria e sintetica del titolo: “Zero Resto”.
Per quanto rimanga il dubbio che forse è una storia vera, che forse ci sono veramente un Cozza e un Jeppa a spasso per il mondo, e che l’ultima cosa vista dagli occhi di un giovane musicista è stata veramente una macchia rossa in fuga dal cielo verso la terra, l’opera supera stilisticamente il genere romanzesco, trasformandosi a tratti in un memoriale-manuale a cavallo tra letteratura giovane e contemporanea (per es. certo Brizzi delle origini) e cacofonica (in senso non dispregiativo) musica punk degli anni ’70 (non per niente Jeppa ci rivela che Zero Resto è anche il titolo di una canzone).
Tutte queste peculiarità si srotolano, leggendo, in una vorticosa giostra di assurdi intrecci del destino, spalmati su cento ore di coincidenze tra cielo e terra.
In definitiva una storia complessa e avvincente, raccontata con un linguaggio conforme al tempo e ai luoghi in cui si svolge; quasi sempre trascinante, spesso inquietante e caleidoscopica, in tutti i casi originale.
Un esordiente cui spetta solo per il futuro il compito di confermare, perlomeno in campo narrativo, quanto di buono scritto sino a qui.
Sergio Covelli – Zero Resto
AndreaOppureEditore – 226 pp.



