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	<title>racconti, poesie, scritti inediti, attualità &#187; fine di un&#8217;epoca</title>
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	<description>viaoberdan.it il blog di Thomas Pistoia</description>
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		<title>23 dicembre 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 15:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FRAMMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[23 dicembre 2012]]></category>
		<category><![CDATA[calendario maya]]></category>
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		<category><![CDATA[fine di un'epoca]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono alzato presto. Albeggia appena. La citta&#8217; a quest&#8217;ora non sa di nulla, non puzza e non profuma. Non fa rumore. L&#8217;inverno appanna e congela i cristalli delle auto, ne illanguidisce i fari, li fa agonizzare dolcemente nella penombra. Dalla mia finestra vedo le finestre di altre case. E&#8217; un giorno come tanti. Tende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/2012_finedelmondo1.jpg" alt="" width="400" height="360" /></p>
<p>Mi sono alzato presto. Albeggia appena.<br />
La citta&#8217; a quest&#8217;ora non sa di nulla, non puzza e non profuma. Non fa rumore.<br />
L&#8217;inverno appanna e congela i cristalli delle auto, ne illanguidisce i fari, li fa agonizzare dolcemente nella penombra.</p>
<p>Dalla mia finestra vedo le finestre di altre case. E&#8217; un giorno come tanti. Tende socchiuse raccolgono colazioni di studenti e operai, circondano le famiglie ancora assopite, trattenendo in loro il dolce rimbambimento dei primi passi al di la&#8217; del letto; lo cullano, lo aiutano a svanire via.</p>
<p>Io non lo so. Chissa&#8217; che mi aspettavo. Chissa&#8217; cosa credevo.<br />
Certo, la giornata e&#8217; appena cominciata, ma non sembra proprio l&#8217;anteprima di un the day after, non ha l&#8217;aria di poter ospitare piu&#8217; tardi uno sbarco di alieni o uno tsunami planetario.</p>
<p>Oggi si lavora. Mi preparo e scendo le scale, saluto il portiere ed esco di casa.</p>
<p>In autobus gente che chiacchiera ma nessuno ne parla. I soliti argomenti, politica, sport, pene e vagina, ma nessuno che faccia cenno a oggi.</p>
<p>Eppure lo sanno. E&#8217; da tre anni, che, prima saltuariamente, poi con l&#8217;andar del tempo sempre piu&#8217; spesso, i media non fanno che menarla con questa storia.<br />
<em>La fine di un ciclo.</em></p>
<p><em>Il grande cambiamento.</em><em></em></p>
<p><em>La catastrofe</em>, <em>l&#8217;armageddon</em>, <em>la maledizione Maya</em>, <em>il giorno piu&#8217; lungo</em>, <em>la morte del sole&#8230;</em><br />
Possibile che nessuno ci stia pensando ?<br />
Oggi e&#8217; il 23 dicembre.</p>
<p>Il 23 dicembre 2012. La fine del mondo.<br />
Beh, a parte una lieve inclinazione dell&#8217;autobus sulla sinistra in occasione delle svolte a destra, stamattina, qui, non c&#8217;e&#8217; proprio nulla di anomalo o instabile.</p>
<p>E sorrido. Forse e&#8217; questa la fine; come se qualcuno oggi venisse a dirci <em>&#8220;non avrete piu&#8217; nulla di nuovo, ne&#8217; di buono, ne&#8217; di cattivo. Solo giorni infiniti, vuoti e sempre uguali&#8221;</em>.<br />
Beh, sai che c&#8217;e', <em>signor 23 dicembre</em> ?<br />
C&#8217;e&#8217; che non ti devi sforzare poi molto per darci questo castigo. Per la maggior parte di noi i giorni sono gia&#8217; cosi&#8217;, non devi fare proprio nulla.<br />
Va bene, va bene, sto esagerando, e&#8217; che oggi mi sento un po&#8217;&#8230; Forse e&#8217; una sorta di piccola depressione anti-storica, una specie di sollievo senza trauma&#8230;<br />
L&#8217;autobus si ferma.<br />
Cosi&#8217;, all&#8217;improvviso, in mezzo alla strada.<br />
Sento la gente mormorare: <em>che e&#8217; successo, perche&#8217; siamo fermi ?, c&#8217;e&#8217; un incidente ?</em><br />
Qualcuno scherza rivolto all&#8217;autista: <em>&#8220;ehi cocchiere, frusta !&#8221;.</em><br />
Risate che si spengono all&#8217;improvviso.<br />
Il tono dei commenti cambia gradualmente ma in fretta, passa dall&#8217;ironico, allo stupito, al terrorizzato: <em>cos&#8217;e&#8217; carnevale ? E quelli chi sono ? No, non ci credo, non e&#8217; possibile !</em><br />
Riesco a trovare uno spiraglio e da uno dei finestrini dell&#8217;autobus affollato posso vederle anch&#8217;io.<br />
Se e&#8217; uno scherzo, e&#8217; di pessimo gusto, ma il brivido che mi percorre la schiena e&#8217; solo un piccolo anticipo dell&#8217;orrore che dovro&#8217; provare.<br />
Orde di uomini e donne stanno uscendo di casa; occupano vie e piazze, bloccano il traffico. Sulle braccia, sul petto, sulle loro bandiere, portano lo stesso stramaledettissimo simbolo.<br />
Scendiamo tutti dall&#8217;autobus e ci ritroviamo per forza in mezzo a loro.<br />
<em>Vuoi vedere che e&#8217; questa, vuoi vedere che e&#8217; questa, mio dio, la fine del mondo ?</em><br />
Non e&#8217; uno scherzo. La gente mi passa accanto e sembra che vaneggi. Mi ritrovo nella folla insieme ad altri, che mi urtano, mi trascinano come la piena di un fiume, mi portano via, portano via tutto.<br />
Dicono <em>e&#8217; vivo</em>, <em>e&#8217; tornato</em>. Alcuni sono increduli, ma schifosamente felici. Ma dov&#8217;e&#8217; ? E dove e&#8217; stato finora? Ormai dovrebbe essere morto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicono</p>
<p style="text-align: center;"><em>LO HANNO CLONATO</em></p>
<p>Non puo&#8217; essere vero, no !<br />
La gente che era con me sull&#8217;autobus si e&#8217; aggregata alla folla, ora sembrano davvero tutti felici, siamo in pochi ad avere sul viso l&#8217;ombra dello stupore e del disgusto.<br />
E&#8217; incredibile.<br />
In questa calca ci sono probabilmente le stesse persone che incrocio ogni giorno, su queste strade, negli uffici, nei locali; oggi pero&#8217; sono diverse. Oggi 23 dicembre 2012 hanno gli occhi pieni di una nuova speranza.<br />
Ma com&#8217;e&#8217; possibile che non ricordino ?<br />
Forse&#8230; Forse trovano che ormai qualsiasi cosa, anche la piu&#8217; abietta crudelta&#8217;, anche l&#8217;abominio della follia, sia meglio di tutto questo&#8230; di tutto questo nulla. Di questa assenza travestita da show televisivo, di questo niente distribuito su decine di canali via digitale terrestre.</p>
<p><em>Quando senti che non hai piu&#8217; niente dentro, ti riempi con la prima cosa che trovi.</em></p>
<p>Siamo arrivati in <em>Alexanderplatz</em>, dove un palco e&#8217; gia&#8217; pronto.<br />
Dentro, ancora, ho la speranza che tutto questo sia un brutto sogno, un gioco del cazzo, che ora esce la classica pupona bionda a dirci che siamo collegati con il tale o talaltro spettacolo tv.</p>
<p>Pero&#8217;&#8230; si&#8217;, le tv ci sono. Ma lo capisci dallo sguardo dei cameraman e dei giornalisti <em>che ora sono gia&#8217; sue</em>.</p>
<p>Poi cala il silenzio.</p>
<p>Sembra davvero di poter udire i suoi passi sulla scaletta che porta al palco. Gli stivali della storia che avanzano verso di noi.</p>
<p>E prosegue, il silenzio. Prosegue per qualche secondo anche quando lui compare finalmente al centro della piattaforma e si avvicina al microfono.</p>
<p><em>E&#8217; tornato, e&#8217; davvero tornato.</em></p>
<p>Alza il braccio, come solo lui sa fare e oggi, 23 dicembre 2012, si diffonde, immane, catastrofico, senza freno, l&#8217;urlo agghiacciante di tutta la gente, che ripete, nel cielo di Berlino, il suo saluto, come un canto</p>
<p style="text-align: center;"><em>Heil Hitler<br />
Heil Hitler<br />
Heil Hitler</em></p>
<p style="text-align: left;">Ed è quasi Natale.<em></em></p>
<p style="text-align: right;">© Thomas Pistoia</p>
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