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Nathan Never

"La lunga marcia", il numero 297 di Nathan Never, è stato il mio battesimo del fuoco.
Per la prima volta, nel febbraio del 2016, usciva in edicola un albo di cui avevo scritto soggetto e sceneggiatura.

La sua nascita non è stata priva di ostacoli, poiché ho applicato a questa storia la mia idea di narrativa: utilizzare la fantasia per raccontare qualcosa di reale.

Avevo letto delle "scorte civiche" che accompagnavano il giudice Nino Di Matteo durante i suoi spostamenti. Semplici cittadini che camminavano con lui, come a fargli simbolicamente da scudo contro possibili attentati.

Per far vivere a Nathan una situazione del genere, l'ho dovuto calare in un contesto che richiama i fatti di mafia che hanno segnato la storia del nostro paese, citando in primis le vicende legate a Falcone e Borsellino. Così l'eroe si è trovato, per la prima volta, ad affrontare un nemico spesso invisibile, rappresentato più da una mentalità, da un costume, che non da avversari veri e propri.

Ma torniamo agli ostacoli: l'editore inizialmente espresse forti dubbi e resistenze nei confronti della pubblicazione di una storia tanto legata all'attualità e così slegata dalla tradizione bonelliana. Alla fine però, grazie anche alla lungimiranza del curatore della testata Glauco Guardigli. al magnifico lavoro ai disegni di Emanuele Boccanfuso e alla copertina di Sergio Giardo, l'albo fu approvato e raggiunse le edicole, dimostrando in qualche modo che scrivere e pubblicare questo tipo di storie è possibile. Si può fare.
Tant'è che all'apprezzamento dei lettori fece eco un clamore mediatico e una serie di eventi che portarono l'albo in tv, sui giornali, nelle scuole... E anche nelle mani del Giudice Di Matteo!

dimatte

Rassegna Stampa Parziale

nathanfatto

Il Fatto - 13 Aprile 2016

A dire il vero, il soggetto di "Fuga da Europa", albo numero 321 di Nathan Never uscito nel febbraio 2018, è nato prima di quello de "La Lunga Marcia". Risale addirittura al 2013, ispirato da due precise circostanze: il tragico naufragio di una barca piena di migranti a Lampedusa, presso l'Isola dei Conigli, e la lettura del libro del giornalista Fabrizio Gatti "Bilal. Il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi". Gatti, nel volume, racconta come, fingendosi un migrante clandestino, ha affrontato in prima persona lo stesso viaggio di chi si mette in marcia per conquistare una vita migliore al di qua del Mediterraneo.
Da questi due elementi è nata l'idea di mettere Nathan Never in una situazione che richiamasse in qualche modo il dramma delle migrazioni odierne.

Un'altra idea è venuta invece mentre scrivevo la sceneggiatura: Gatti, nel suo libro, riferisce le sue peripezie in terza persona, usando il nome dell'identità fittizia che ha scelto per questa impresa: Bilal. Nell'albo ho deciso di utilizzare il suo stesso artifizio narrativo: anche Nathan racconta la sua avventura in terza persona e si fa chiamare Bilal. Un mio omaggio all'autore del libro e al suo grande coraggio.

"Fuga da Europa" contiene quindi, tanto per cambiare, forti riferimenti all'attualità e, pur se volutamente ignorato da certa stampa legata a particolari idee politiche, ha ottenuto comunque l'apprezzamento dei lettori, forte anche dei meravigliosi disegni del maestro Romeo Toffanetti e della copertina di Sergio Giardo.


Una curiosità: questa storia ha una sorta di suo "antenato" in un mio racconto breve intitolato "Il pescatore di uomini".

Rassegna Stampa Parziale

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