Narrativa
Mi accadeva già da bambino.
Inventavo storie. Le inventavo per me, per giocare, per far vivere alle mie action figures (oggi si chiamano così, mia madre le chiamava più semplicemente "pupazzi") avventure diverse da quelle che le animavano in tv o sui fumetti.
Crescendo, mi resi conto che questa voglia di raccontare storie stava diventando una mia necessità, un bisogno. Di più, una sorta di tossicodipendenza. C'erano dei momenti in cui dovevo mollare qualsiasi cosa stessi facendo, perché "mi era venuta un'idea".
E scrivevo. Senza che nessuno mi pagasse per farlo, a volte senza che nessuno mi leggesse.
Oggi, eccomi qua. Ho qualche pubblicazione all'attivo. Tra queste, un paio di romanzi (altre storie sono sempre in cantiere).
Poi ci sono i raccontini brevi, quelli che metto sui social e sul blog.
Sono dei flash, istantanee sull'attualità o su esperienze vissute. A volte capita che si trasformino in spunti da cui partono progetti più complessi.
Alcuni racconti si muovono in una dimensione realistica, altri sfiorano il surreale o l’allegoria, ma tutti condividono la stessa necessità di interrogare il mondo contemporaneo e le sue inquietudini.
Che altro dire?
Buona lettura.